GUERRA ASI-ACI STORICO, ECCO COSA DICONO I DUE PRESIDENTI

Ormai fra Asi e Aci storico quella in corso è una guerra dichiarata. Ad Auto Moto d’Epoca svoltasi di recente a Padova i due enti hanno ribadito con decisione i diversi punti di vista fra i due enti sull’età minima per dichiarare storica un’auto o una moto. Come abbiamo più volte riferito in vari post l’Asi, anche per bocca del suo Presidente avvocato Roberto Loi ha ribadito la validità della valutazione ventennale, mentre il Presidente dell’Aci storico Angelo Sticchi Damiani insiste sul valore trentennale e su una lista chiusa.

Come è noto, il ddl sulla legge di stabilità vuole innalzare il periodo minimo da venti a trent’anni. A padova le reazioni di club e appassionati sono state vivacissime e in molti hanno ribadito a media presenti a gran voce la frase: “Renzi, non far morire le auto storiche”.

Ecco quello che ha scritto di recente l’Asi in suo comunicato.

REVISIONI RADDOPPIATE

Il presidente dell’Aci Angelo Sticchi Damiani. Sopra il titolo il presidente dell’Asi Roberto Loi.

“Chi può arrogarsi il diritto di discriminare il rapporto che intercorre tra un veicolo a motore e la storia di chi l’ha posseduto? Ha forse meno valore il legame con la vettura con la quale si trascorrevano le vacanze con i propri genitori rispetto a quello con una sportiva di lusso?

“A quanto si legge dalle recenti dichiarazioni di quello che dovrebbe essere l’ente preposto alla tutela dei diritti degli automobilisti sembrerebbe di sì. Non può non suscitare qualche perplessità che in parallelo alle pressanti richieste di abrogazione dei commi 2 e 3 dell’art. 63 Legge 342/2000, presenti nell’ultima legge di stabilità presentata dal Governo e controfirmata dal Presidente della Repubblica proprio nella giornata di ieri, si ricordi l’esistenza di un registro storico di cui, fino ad oggi, nessuno sembrava sentire la necessità.
 
“L’aumento dei soci dell’Asi – Automotoclub Storico Italiano – negli ultimi quindici anni, culminato negli oltre 220.000 di quest’anno, testimonia, da un lato, l’ottimo lavoro svolto dai club locali e dell’Asi Nazionale che hanno organizzato oltre 2500 iniziative nell’ultimo anno su tutto il territorio nazionale, dall’altro la sensibilità dell’Automotoclub storico italiano verso un motorismo storico fatto di cultura, affetti, storia e passione, che non può e non deve essere appannaggio di pochi facoltosi collezionisti”.
Chiudiamo con i due video che trovate allegati tratti da TG2motori e da omniauto.it .
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