CLAMOROSO! BOLLO RIDOTTO CON L’AUTOCERTIFICAZIONE

Clamoroso! Il Registro Italiano Veicoli Storici ha scoperto che per essere esentati dal pagamento del bollo “pieno” avendo un’auto storica basta l’autocertificazione! Nel braccio di ferro fra Aci storico e Asi che ruota attorno al ddl sulla Legge di stabilità si inserisce un’importante precisazione da parte dell’Agenzia delle Entrate, giustamente messa in rilievo dal RIVS, il Registro Italiano Veicoli Storici, di cui pubblichiamo volentieri questa nota.

Dall’Agenzia delle Entrate arriva infatti una notizia che potrebbe ulteriormente sparigliare le carte in tavola, confermando la tesi del RIVS. Questo ha infatti stabilito la Consulenza 954-46/2014 specificando chiaramente che è corretta l’interpretazione per cui:

Per i veicoli ultraventennali di particolare interesse storico e collezionistico la sussistenza dei requisiti legittimanti l’esenzione può essere documentata anche tramite dichiarazione sostitutiva resa ai sensi dell’articolo 47 del DPR 445 del 2000.

Detto in parole semplici – con la legge attualmente in vigore, vale a dire gli ormai celebri commi 2 e 3 art. 63 Legge 342/2000 – per richiedere i benefici fiscali è sufficiente una autocertificazione. Si chiude quindi, con questa determinazione, un dibattito durato quasi quindici anni, iniziato nel 2000, quando il legislatore chiese ad ASI ed FMI di determinare in generale quali fossero i veicoli di particolare interesse storico e collezionistico meritevoli di godere delle agevolazioni su bollo e IPT. Un compito che l’Automotoclub Storico Italiano ha frainteso, approfittando di quella che, grazie alla complicità della maggior parte delle amministrazioni regionali, è diventata sempre più una posizione monopolistica di fatto.

Il colpo di grazia definitivo a questa posizione dominante arriva proprio da quell’Agenzia delle Entrate che nel 2011 aveva dichiarato che, in assenza di una determinazione generale, ci si doveva necessariamente riferire agli attesati emessi dall’ASI. Ora, messa alle strette da un interpello predisposto dal RIVS, e presentato dall’affiliato Duomo Club di Palermo, la stessa Agenzia ha finalmente rivisto la propria posizione: poche righe per spiegare ciò che a molti appassionati era chiaro da tempo.

Il parere dell’Agenzia è piuttosto chiaro: se la legge 342/2000 non verrà modificata in tutte le regioni a statuto speciale si potranno richiedere i benefici semplicemente presentando un’autocertificazione. Bene così? Non del tutto, la posizione del Registro infatti è un po’ più complessa. Il RIVS si è sempre battuto contro la situazione di monopolio, ma al contempo ha sostenuto che andasse trovata una soluzione alternativa credibile. L’autocertificazione, difatti, consentirebbe l’accesso indiscriminato ai benefici fiscali, senza possibilità per le amministrazioni di controllare la veridicità di quanto ogni contribuente sarebbe teoricamente libero di autocertificare.

Quanto dichiarato dall’Agenzia delle Entrate dunque, ci pone di fronte alla necessità di operare una scelta definitiva con l’unica certezza che l’azzeramento punitivo dei benefici fiscali ai veicoli ultraventennali proposto dal Governo non è una soluzione in quanto rischierebbe di cancellare gran parte del parco circolante. Alternative? Dell’autocertificazione “selvaggia” abbiamo già detto, il rischio di abusi è molto, troppo elevato; La famosa “lista ACI” è una soluzione solo parziale, che scontenterebbe moltissimi appassionati possessori di modelli meno noti, ma senz’altro dignitosi e meritevoli di essere conservati, presentando allo stesso tempo la stessa problematica dell’autocertificazione relativamente alla verifica dello stato del veicolo (Ha pensato il Presidente Sticchi Damiani a questo?).

La nostra proposta è quella di  una riforma radicale del sistema, che sappia valorizzare l’expertise degli operatori di settore, salvaguardando in ottica presente e futura il movimento delle storiche, comprese le auto ventennali limitando al minimo le spese per gli appassionati: un sistema certificatorio credibile e poco oneroso.  Un progetto è ambizioso e sicuramente perfettibile, ma  forse l’unica via per uscire dal labirinto in cui ci siamo infilati quindici anni fa.

Infine, per chiudere il commento del RIVS: “Le sorprese per i “poveri” appassionati continueranno. Forse, anche dopo il 31 dicembre 2014. Nella bagarre tra i vari enti, ogni giorno si possono osservare le mosse come in una partita a scacchi, per cui una domanda sorge spontanea: chi vincerà?”

www.rivs.it/

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