Nel 1985 la Jeep decise di “modernizzare” la Wrangler. L’oggetto in questione si identifica con una sigla, ovvero “YJ” che per qualcuno può risultare insignificante, in effetti negli Anni 80 oltre che insignificante risultò offensivo, a cominciare dagli addetti ai lavori che lavoravano alla catena di montaggio, prima del CJ Jeep e poi al momento di unire in matrimonio telaio con scocca si trovarono davanti la “Seven Grill” (sette feritoie) con i due occhi non più tondi ma rettangolari, e sì signori, già lungo la linea di produzione gli operai cadevano come mosche, inorriditi dalla voglia di modernità imposta dai proprietari dell’epoca. Provo a spiegarmi meglio, un po’ come se di punto in bianco nei tortellini emiliani come ripieno ci mettessero calabroni e cavallette… Ragazzi non scherziamo, i tortellini restano tortellini e le Jeep restano intoccabili, una bella calandra con sette feritoie e due bei fari tondi ai lati.
Eppure non andò cosi, e non solo misero in produzione quella sorta di ”anatema”, ma la tennero in vita per circa 10 anni (ricordate che la Wrangler ha come caratteristica di restare in vita 10 anni per ogni sua serie).
Nel frattempo si levarono scudi, proteste e sommosse, quel faro quadro proprio non andava giù, non era accettato e chi la comprò all’epoca veniva considerato un anormale, il cliente che di Jeep poco capiva.
Inizialmente venne proposta con due propulsori, un tenero 2.5 benzina 4 cilindri, e il più “serio” 4.2 sei cilindri in linea che derivava direttamente dal CJ.
Poi dal 1993/’94 venne motorizzato con il 4.0 Hight Output a iniezione, e i cavalli passarono a circa 184, tanta roba!
Lo schema di sospensioni diciamo “arcaico” a balestre, ma sempre valido, d’altronde chi ci va a 160 km/h su una Wrangler che non sta dritta manco in box?
Risposta: ci andavano tutti, ci andavo anche io su quella che presi per mio fratello, ebbene sì, lo confesso, non mi tappai nemmeno il naso, la YJ una volta sostituita con la TJ e il ritorno al faro tondo oltre che a sospensioni a molla.
E’ diventata un’icona, una contraddizione in termini, e chi la volle fu assolto per non aver compreso il fatto.
Mi spiego meglio. Nessuno si sbraccia per averne una in box, ma non risulta più figlia di un Dio minore tra le Wrangler, anche perché nel progetto YJ ci furono dei dettagli veramente azzeccati che i puristi conoscono bene.
Ad esempio il passaruota posteriore curvo come il suo predecessore CJ, che purtroppo si perde con la sucessiva TJ che lo ha di tipo trapezioidale, con il bellissimo cruscotto a sviluppo orizzontale con la palpebra superiore, evoluzione sempre del monumentale CJ, ripreso solo nel 2018 con la bellissima JL dei giorni nostri.
Morale: trovatene una, possibilmente 6 cilindri, magari già con il robuto 4.0 HO da 184 cv e se proprio devo scegliere con il suo “magico cambio automatico al volante” rigorosamente a tre rapporti.
Che dire, se volete fare un salto nel passato entrare in una vera Jeep ma soprattutto entrare nella storia, compratene una e tenetevela stretta e vedrete che nella storia ci resterete.
Cristiano Soro
