AUTO STORICHE, OPERATORI DEL SETTORE IN GINOCCHIO

La Legge di Stabilità approvata nel dicembre del 2014, ha inferto un duro colpo al settore delle auto storiche. Con quella legge infatti il governo diretto da Matteo Renzi ha voluto fortemente introdurre una nuova normativa, che di fatto ha eliminato l’esenzione di cui godevano le auto ultra ventennali per quanto concerne il pagamento del bollo auto. Si tratta di un cambiamento che ha provocato molte polemiche e dibattiti. La questione è stata discussa a lungo anche nel mondo della politica, le regioni hanno cercato invano di cambiare le cose, ma il governo fin da subito si è opposto ad ogni tentativo di sabotaggio della nuova normativa sul Bollo auto storiche.

I risultati di questa normativa, che ha finito per aumentare di molti i costi di gestione relativi ad auto che spesso sono tenute dai propri possessori solo in virtù di una passione, sono stati quelli di mettere in ginocchio un settore intero. Molti tra gli appassionati sono stati costretti a rottamare il proprio mezzo oppure a venderlo all’estero. Questo ovviamente ha finito per ridurre di molto il lavoro di tutti coloro che vivono del restauro o della vendita di auto storiche. Basti pensare alle numerose officine e carrozzerie dedite al restauro di veicoli d’epoca, che in seguito al sensibile calo nei lavori sono state costrette a chiudere bottega o nei casi migliori a ridurre il personale impiegato. Insomma da questo punto di vista il bollo auto storiche di certo ha creato non pochi problemi.

 Sono 1137 le officine chiuse nel 2015!

Nell’ultimo anno i dati di Confartigianato relativi a questo fenomeno sono impietosi. Basti pensare che negli ultimi 365 giorni hanno chiuso qualcosa come 1137 imprese artigiane, che operano nel settore relativo alla riparazione di auto e moto. Ovviamente non tutto questo è causato dalla questione relativa al Bollo auto storiche. Tuttavia sono in molti a ritenere che questo trend negativo in parte sia stato causato anche da questa situazione. Si teme purtroppo che la situazione nel 2016 possa addirittura peggiorare, rispetto a quanto visto lo scorso anno.

La foto nella home page accanto al titolo viene pubblicata per gentile concessione di www.luzzago.com .

(Si ringraziano Daniele Spataro, Blasting News e Andrea Senatore per la collaborazione)

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