AUTO STORICHE: I DIAMANTI NASCOSTI

schermata-2016-09-30-alle-20-51-04Carlo Carugati

Avere un diamante e pensare che fosse uno zircone

Premessa: molti uomini non comprendono perché devono compilare un assegno con più zeri per un diamante, quando l’effetto ottico sarebbe similare per uno zircone. Su questo tema le donne sono più preparate, anche se poi per valutare il valore e qualità effettiva bisogna poi sempre rivolgersi all’esperto. Nel settore delle auto storiche si è assistito nell’ultimo decennio un po’ all’assalto della diligenza, creato da delle aspettative di guadagno facile. Si sono creati gruppi di persone, addirittura creato Fondi per investire in vetture (molto spesso tra i venti ed i trent’anni), proiettati a speculare sul settore che traeva anche il vantaggio di essere equiparato fiscalmente alle vetture trentennali. Poi la finanziaria 2015 ha raffreddato questa bolla tendenziale ed  il conto dei bolli e costi dei passaggi ha fatto il resto.  Quello che si poteva vendere è andato all’estero, e quello che era in carico a queste nuove società è rimasto lì, in quanto passaggi e bolli, hanno appunto fermato il mercato, oltre all’aspetto fiscale per cui in Italia, se hai una vettura benzina oltre 2000 cc e magari soggetta a superbollo (nota bene con pagamento con F24) fai subito parte ad honorem del club dei “possibili evasori”. Nel contempo tutto ciò che era “vecchio” solo per tale dato anagrafico, è salito di valore (almeno come richiesta) generando e rafforzando ancora di più la confusione tra sacro e profano.  Purtroppo è da rilevare come in questo campo gli uomini siano meno preparati delle donne e poco disposti ad imparare da chi a maggior esperienza. Per cui sono stati molti i casi di restauri anche costosi, ma fatti su basi di informazione non corrette con il risultato finale di avere un veicolo storico che era venuto a costare molto, ma che dal punto di vista storico (a parte alle volte lo stesso l’applicazione di una ambita, per alcuni, placca di ottone), avevano molte se non totali lacune. Ma ci sono anche gli appassionati ed esperti del settore che hanno saputo con calma e moderazione salvare veicoli di sicuro interesse storico e che oggi e domani riceveranno, se vorranno venderle, o conserveranno e rivaluteranno il loro valore, se vorranno ancora tenersele, usarle e goderlsele, come è giusto che sia.  Eccone alcuni esempi.

Fiat 500:  Prodotta dal 1957 al 1975 è stata una delle vetture che non solo è stata per molti la prima ed anche unica vettura della loro vita, ma è stata anche la seconda vettura di famiglia, la prima vettura da guidare.  Oggi i nostri figli vogliono (con i nostri soldi) avere la vettura che piace a loro. All’epoca, anni ’80-’90, la 500 di famiglia diventava la vettura che condividevi con la mamma, lasciandola spesso a piedi, e dove dovevi ogni volta regolarti la posizione del sedile e dello specchietto. Ma andava bene così. Poi si entrava nel mondo del lavoro, più facilmente che oggi e ci si comprava, nuova od usata la vettura che ci piaceva o che ci si poteva permettere. Ricordo che nel 1990 mi capitò di incontrare un amico di famiglia che aveva una Nuova Fiat 500 Tetto apribile del 1959. La vettura era un conservato (non da esposizione), unico proprietario con 123.000 km originali. Tutte le sue dotazioni originali, compreso il cuneo, oggetto oggi raro e da collezione, che allora era inserito nella dotazione della vettura e si utilizzava in caso di foratura per tenere ferma la vettura in sicurezza. Gli chiesi se voleva venderla e mi disse che la stava vendendo per 1.000.000 di lire.  Subito gli proposi di dargliene 1.500.000.  Ma, persona d’altri tempi, mi disse che aveva già dato la parola e la cosa, purtroppo finì li.  Oggi questa è una versione rara, quasi introvabile e che preparata come si conviene da esposizione, vale oltre 20.000,00 euro.  La Fiat 500 è una delle vetture più restaurate, purtroppo ove è facile trovare vetture restaurate non in maniera conforme. In particolare nelle serie F ed L gli errori dei proprietari o dei carrozzieri sono notevoli e molto diffuse.  Se pertanto cercate una 500 da collezione cercate un modello ante 1960. Fatevi assistere da uno specialista che vi potrà rassicurare su come state spendendo i Vs soldi.  Volendo fare un investimento inferiore, da non sottovalutare l’ultima serie della Fiat 500, la R prodotta dal 1972 all’agosto 1975. Proprio recentemente è stata ritrovata e restaurata l’ultima 500 R prodotta dalla Sicil Fiat a Termini Imerese.  E’ chiaro che questa ha una valore storico e quindi economico particolare.  Ma restando sotto i 10.000,00 euro si può trovare una ottima Fiat 500 R da godersi con cura e parsimonia, perché, attenzione, oggi le Fiat 500 sono nuovamente ricercate anche dai ladri e alcuni che sono andati anche a mostre scambio con delle belle 500 restaurate, pare che siano tornati a piedi.  Un aspetto molto triste, ma da tenere in considerazione.

Fiat 600: La Fiat 600 nata nel 1955 è stata la vettura che ha motorizzato l’Italia, merito del prezzo, della possibilità di acquisto rateale, dei quattro comodi posti. Prodotta dal 1955 al 1969 ha favorito il boom degli anni ’60 con la motorizzazione portata a 767 che superava i 100 km/h. Di questa vettura chi ha salvato, mantenuto una 1^ serie 1955-1957 detta anche “vetri scorrevoli” per il caratteristico funzionamento dei vetri laterali sulle porte anteriori ha oggi una chicca che oltre a potersi fregiare di essere l’unica 600 iscrivibile alla Mille Miglia Storica, ha acquisito un valore di almeno 15.000,00 euro per esemplari sempre in ottime condizioni.

Fiat 1200 Granluce (1957-60): Questa serie speciale costruita su disegno del Designer Boano dalle Carrozzerie Speciali del Lingotto è una vettura prodotta in un numero limitato ma non numerato di esemplari.  Confusa molto spesso e chiamata 1100, sebbene facente parte della famiglia delle Fiat 1100, è caratterizzata da finiture particolari ed esclusive, oltre che dal motore 1221 che equipaggierà anche la versione Cabriolet di Pininfarina e la penultima versione del Fiat 1100 la versione D prodotta dalla fine del 1962 al 1965.  Vettura interessante quindi dal punto di vista storico, con difficoltà per il reperimento di alcuni particolari di finiture, ma quotazioni che oggi sono in incremento. Per un bell’esemplare, bisogna oggi mettere sul piatto tra i 13 ed i 15.000 euro.

Fiat 1500 S Osca (1959-1962): Abbiamo prima accennato alla Cabriolet di Pininfarina con il motore della 1200 Granluce. Nel 1959 per controbattere la concorrenza dell’Alfa Romeo Giulietta Spider, Fiat affianca alla 1200 Cabriolet, una versione più curata (dotata ad esempio del raffinato volante in legno Nardi), cruscotto rivestito in legno e dotata di un nuovo propulsore realizzato dall’Officina Specializzata Costruzione Automobili dei f.lli Maserati che non potendo più usare il loro nome/marchio, avevano creato a San Lazzaro di Savena(BO) questa nuova società.  Il motore è un bialbero (come quello dell’Alfa Romeo) di 1491 cc con una potenza di 90 cv.  Anche questa è una vettura che se non si conoscono i risvolti della storia dell’automobile, ha rischiato nel passato di venire alienata come una 1200 Cabriolet.  Anche qui, chi ha riconosciuto il diamante e le ha conservate e preparare con dovizia oggi si trova in mano un piccolo tesoro che è in certa risalita con valori medi di 40.000,00 euro, ma ci sono già richieste sui 50.000,00 euro.

Fiat 600 T Pulmino: Parliamo ancora di Fiat per parlare di un monovolume che affiancò il monovolume di riferimento in Italia, la Fiat 600 Multipla che da anni ha già raggiunto quotazioni importanti. Oggi parliamo di un veicolo che è in proporzione, più difficile da trovare ma che in situazione attuale ed in prospettiva si sta ben posizionando . Fiat 600 T.  Il Fiat 600 T nasce nel 1961 con la seconda edizione del motore della 600 il 767 che permette una maggiore potenza e coppia. Il 600 Multipla restò in produzione come veicolo da famiglia e molti lo ricodano come taxi. Il 600 T in varie conformazioni venne indirizzato verso un utente commerciale, tanto che la produzione venne affidata alle Officine Meccaniche (OM), oggi Iveco di Suzzara (MN). La versione pulmino, omologata per 8 posti divenne una istituzione per associazioni, enti religiosi, ma anche carabinieri, esercito, vigili del fuoco. Prodotto fino alla fine del 1968 con il motore 767, dal 1965 venne affiancata la versione con motore della nascente 850, motore che porterà il modello fino al 1976 ove sarà sostituito dal 900 T con motore della 127 (903cc). Un esemplare, raro da trovare, in quanto normalmente portati ad esaurimento, corretto ed in ordine oggi vale sui 15.000,00 euro.

VW Typ 11: Come gli appassionati sapranno Volkswagen non è solo un marchio, ma fino alla prima metà degli anni ’60 identificava anche un modello il Tipo 1 contraddistinto dalla sigla Typ 11. Questa versione caratterizata dall’impianto a 6 volt è una vettura che è diventata un’icona del cinema grazie a Walt Dysney ed alla serie di film dedicati ad Herbie. Vettura dalla meccanica inesauribile, consente ancora oggi di poter rivivere gli anni ’60 e quei film contando su una buona a disponibilità di ricambi, vari restauratori in Italia ed un oggetto che anche dal punto di vista collezionistico sta ripagando quanto investito o quanto conservato con cura.  Anche qui parlando della versione sedan quotazioni medie di 15.000,00 euro con puntate di oltre 20.000,00 per restauri particolari e versioni trasformabili (come Herbie).

VW Samba 23 Vetrini: Simbolo di indipendenza il Bulli, è un modello che è diventato un sogno per pochi.  Solo qualche anno fa, si potevano trovare a cifre sotto i 50.000,00 euro.  Oggi, oltre alla rarità della versione, abbiamo visto chiedere 100.000,00 euro per un esemplare da restaurare.  Chi ha avuto la costanza di conservarlo per anni, oggi si trova un piccolo tesoro.

Alfa Romeo Giulia berlina: “L’ha disegnata il vento”.  Questo lo slogan della Giulia negli anni ’60. La Giulia è stata prodotta fino al 1977.  Relegata per anni ad oggetto da famiglia, che si poteva trovare nei garage delle provincie ove nelle famiglie era uno status symbol, specie nelle versioni Super, si è risvegliata come da un letargo solo qualche anno fa.  I primi ad accorgersi del valore di questa vettura, gli stranieri, dai tedeschi ai giapponesi ma con esportazioni anche in Libano (in particolare per le motorizzazioni 1,6). Oggi le versioni più ambite sono le due 1,6 Super bollino oro e biscione, che sono versioni di nicchia, nemmeno ben focalizzate dalle stesse riviste di settore. Sicuramente l’entrata in scena della nuova Giulia oltre a dare interesse per il marchio Alfa Romeo ha creato il collegamento con il passato rivitalizzando l’interesse per le old style. Ancher qui occhio alle finiture, ai motori montati, ma se trovate un esemplare corretto è certamente un oggetto da collezione.  Valori tra i 20.000,00 per una biscione, fino ai 30.000,00 per una bollino oro.

Alfa Romeo Alfetta: Si dice che il prossimo modello dell’Alfa Romeo si chiamerà Alfetta. Ed allora diamo un occhio a questa vettura che esordì nel 1972 come berlina e nel 1974 nella versione coupè GT.  L’Alfetta è stata la vettura di un ceto medio borghese, sportivo e dinamico che caratterizzò gli anni ’70 e la linea compatta, il confort interno, l’ampio bagagliaio, la resero un punto di riferimento per la concorrenza che fece fatica a presentarle rivali degne di tale nome.  Presa in dotazione dalle forze dell’ordine Polizia e Carabinieri, è stata protagonista anche di numerosi film ambientati nell’Italia delle targhe nere o con la provincia arancione. La versione GT, più sportiva con il quadro strumenti separato dal contagiri che stava di fronte al pilota, è una versione più di nicchia, dotata di una sua forte personalità. Anche qui gli stranieri sono stati i primi a capire il valore di questa vettura ed oggi le quotazioni sono in rialzo, specie per esemplari in ottime condizioni o per versioni dotate di accessori particolari come l’aria condizionata vera rarità (costosa) per l’epoca. Dal 1975 al 1980 si possono trovare anche le versioni con motore 1600 che non fanno perdere nulla al fascino di questo modello, con una sonorità timbrica che ti prende il cuore. Quotazioni medie sui 15.000,00 euro per esemplari in ottime condizioni.

Fiat Panda 4×4: Disegnata dalla mano di Giorgetto Giugiaro, creata per avere una vettura pratica e funzionale, non ha mai avuto velleità di venire premiata in un concorso di eleganza. Ma dal punto di vista storico è da riconoscere che ha segnato un epoca ed è stata la prima utilitaria italiana con la possibilità di avere il 4×4.  Ammirata ancora oggi dai giovani designer con gli occhi a mandorla, se ne vedono tante in circolazione nelle vallate montane. Trovarne una della prima serie sana e non stremata dal tempo, non è facile, ma trovandola è un oggetto da mettere da parte.  Altre versioni da collezionare sono le rare versioni prima serie con il tetto trasformabile in tela. Versioni di nicchia da poter utilizzare quasi quotidianamente.  Investimento di 5.000,00 euro per esemplari in ottime condizioni.

In conclusione: alcune delle vetture che la generazione del boom economico ha visto nei cortili di casa, sono vetture che oggi possiamo valutare come diamanti perché il tempo ne ha decretato il loro valore.  In verità, ci sono tante vetture che, bisogna dirlo, sono veicoli che sono nei ricordi degli appassionati che spesso vi investono soldi, solo per il piacere di rivederle in strada, anche se sanno che se un domani volessero rivenderle, faranno fatica a riprendere quanto investito.

Del resto non si può e non si deve, nella passione per l’auto storica, vivere solo legati ai soldi. Diceva giustamente Steve Jobs: “ Fatevi guidare dal cuore, lui sa cosa voi volete “.

Aggiungiamo: fatevi seguire da un consulente, che sia anche un appassionato, lui saprà come farvi spendere bene i vostri soldi.  Se volete noi ci siamo.

Carlo Carugati

Project Manager

Franzoni Auto Divisione Classic

www.franzoniauto.it

mob. +39 338.88.90.387

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