25 ANNI FA LA IATO, 4X4 ‘POLITICO’

Nasceva venticinque anni fa la IATO, “il fuoristrada italiano” come fu definito durante la sua presentazione svoltasi nell’estate del 1989. L’idea di creare un fuoristrada di dimensioni compatte da contrapporre alla Suzuki SJ nacque dal gruppo Metalli & Derivati. La società spezzina realizzò un impianto di 17.000 metri quadrati a Nusco (Avellino), attingendo ai fondi pubblici destinati alla ricostruzione dell’Irpinia. Quel fuoristrada si chiamava semplicemente IATO ed era realizzato su meccanica Fiat. Inizialmente, la vettura era disponibile con il 2.0 CHT a benzina da 90 cavalli e il 1.9 turbodiesel da 82 cavalli. In seguito, si aggiunsero due 1.6: uno a carburatori da 101 cavalli e un altro ad iniezione elettronica da 92 cavalli. Ma l’avventura del “fuoristrada italiano”, iniziata sotto grandi auspici, finì presto nel dimenticatoio automobilistico italiano. Infatti i primi esemplari furono realizzati solo nel 1992 e destinati esclusivamente ai Vigili del Fuoco e all’ENEL. La commercializzazione attraverso un network di concessionarie indipendenti, invece, non ebbe mai inizio e lo stabilimento di Nusco chiuse i battenti in un clima di totale indifferenza. L’avventura IATO si concluse nella classica maniera “all’italiana”. Alcuni anni dopo la chiusura dell’impianto, sotto la superficie fu scoperta una discarica abusiva di materiale nocivo ed inquinante. Poi la zona della fabbrica fu posta sotto sequestro.

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