Grande successo di pubblico e di critica anche quest’anno per un appuntamento classico riservato alle auto storiche. Stiamo parlando del Concorso d’Eleganza Città di Trieste. La manifestazione che si è tenuta in Piazza Unità d’Italia dal 26 al 28aprile 2024 ha reso omaggio a 100 anni della storia dell’auto (1900 – 2000).
La Citroen DS è già stata giudicata nel passato, dai tre maestri del design, Giugiaro (classe 1938), Fioravanti e dal recentemente scomparso, Marcello Gandini, “l’auto più bella di sempre”. E così arriva, per la prima volta a Trieste, assegnato
ad una vettura estera (sebbene disegnata da un italiano, Flaminio Bertoni), il riconoscimento importante ad una vettura che ha fatto la storia del del design dell’automobile, in una edizione dedicata particolarmente all’aerodinamica.
La vettura in concorso, già conosciuta per avere fatto da comparsa nell’ultimo film di Michael Mann “Ferrari”, è la più antica DS ancora in circolazione al mondo: porta il numero di telaio 359 (su un totale di 1,5 milioni di ID/DS prodotte).
Organizzato da ACI storico, Automobile Club di Trieste e AAVS, l’Associazione Amatori Veicoli Storici (federata FIVA dal 2000 – www.aavs.it), l’evento ha visto una partecipazione internazionale ed un display di vetture che andava dal 1927 al 1999, con il patrocinio dell’Automobile Club d’Italia. Ad impreziosire la manifestazione anche quest’anno la coesistenza nell’ambito dello stesso scenario cittadino con la Mitteleuropean Race, gara di regolarità a calendario ACI Sport.
Il concorso anche quest’anno era suddiviso in 4 classi: fino al 1945, dal 1946 al 1965, dal 1966 al 1990 e dal 1991 al 2000.
Fino al 1945 si è imposta l’Alfa Romeo 6C 1500 del 1927. La 6C 1500 è il primo della serie 6C, progettata da Vittorio Jano e quello premiato è il più antico sopravvissuto della serie, il settimo costruito ed uno dei soli quattro realizzati nel 1927 sul telaio corto.
Un modello dell’Alfa Romeo si è imposto anche nella categoria dal dal 1946 al 1965: si tratta della 6C 2500 Sport Touring realizzata appunto dalla Carrozzeria Touring Superleggera e ordinata dalla Contessa romana Maria Battelli, residente ai Parioli, che chiese anche un particolare abbinamento dei colori.
In questa categoria, piuttosto “densa”, nella quale l’Alfa Romeo ha stravinto, sono stati assegnati anche ex acquo due premi speciali: uno all’Alfa Romeo 1900 C Sprint Cabrio del del 1953, prodotta in soli 88 esemplari (di cui esistono ancora solo 21) e una Giulietta Sprint Veloce “Goccia, nata come una normale Giulietta Sprint Veloce e utilizzata come tale nelle corse, venne ricarrozzata dalla Zagato come SVZ. Nel 1961 subì la trasformazione definitiva ad opera del designer Giovanni Michelotti. Fu chiamata “Goccia” proprio per le sue spiccate doti aerodinamiche. Il motore venne elaborato dal “mago” torinese Virgilio Conrero che ottenne 130 cavalli, un risultato straordinario per un motore 1300.
Nella categoria dal 1966 al 1990 si è invece imposta una Ferrari 330 GTC del 1968. Nello stile Pininfarina, che provvedeva anche alla produzione di questo modello, si trattava di un riuscito mix ispirato alla Ferrari 500 Superfast nel frontale ed alla Spider 275 GTS nella coda.
In questa categoria è stato un premio speciale alla Maserati Bora del 1971. Contrassegnata dal numero di progetto 117, fu la prima Maserati stradale a motore centrale. Lo stile era dell’Italdesign, la nuova società di Giorgetto Giugiaro, fondata insieme ad Aldo Mantovani dopo la sua uscita dalla Bertone.
Nella categoria dal 1991 al 2000 è stata premiata invece una Maserati Shamal OPAC Trasformabile del 1992, attualmente di proprietà di Corrado Lopresto, uno dei più importanti collezionisti italiani di auto storiche. Si tratta di un’altra Maserati che entra a far parte della sua bellissima “scuderia” ed è un esemplare unico realizzato su base Biturbo Spider, ma con motore V8 della Shamal, realizzato dalla OPAC di Rivalta Torinese su un elegante disegno di Paul Breuer.
La caratteristica fondamentale di questo concorso è la stretta relazione con la città di Trieste ed il pubblico. L’evento in pratica vive immerso tra la gente e le auto partecipanti sono esposte come opere d’arte nella stupenda piazza Unità d’Italia.
Quest’anno per la gioia degli appassionati si sono svolte due sfilate: una sabato mattina ed una domenica mattina. In quella di
domenica è stata premiata la vettura maggiormente votata dal pubblico tramiteuna app, attraverso smartphone, sistema ormai collaudato, che consente solo un voto per cellulare. La vincitrice è stata la Ermini 357 Sport (Barchetta Scaglietti) del
1955. Solo tre gli esemplari realizzati di questa Ermini da Scaglietti. Questa si differenzia per l’unico sfogo laterale e per un differente taglio dello sportello di accesso all’abitacolo.
Assegnato anche il trofeo VIP, valutato da un selezionato gruppo di persone facenti parte del mondo dello sport e dello spettacolo che si trovavano a Trieste in quei giorni. Il premio è toccato all’Alfa Romeo SZ (ES 30) del 1991. Nata per volontà dell’Alfa Romeo di ribadire la propria tradizione, legata a doppio filo ad automobili sportive a trazione posteriore, divenne un “laboratorio” per nuovi materiali e nuove soluzioni costruttive, anche sul piano tecnologico. Insieme alla RZ, la versione roadster apparsa successivamente, fu prodotta complessivamente nei mille esemplari previsti dall’accordo fra Zagato e l’Alfa Romeo.
Infine, come anticipato all’inizio, ha avuto luogo la consegna del Trofeo Best Of Show “Città di Trieste” 2024 alla Citroen DS 19 del 1956, con la classica foto di gruppo finale. Non resta che darsi appuntamento all’edizione 2025!
Carlo Carugati
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Crediti Fotografici: Carlo Carugati, Bin Jia e Mitteleuropean Race.
