THE BEAST, NUOVA AMMIRAGLIA PER TRUMP

Donald Trump avrà l’anno prossimo una nuova ammiraglia (The Beast, “la bestia”) alla quale sta lavorando da tempo la General Motors, dal momento che come è avvenuto per Obama si tratterà di una Cadillac. L’auto sarà frutto, come l’Air Force One, l’aereo personale del Presidente USA, di progetti avanzatissimi e tecnologicamente all’avanguardia.

Non sarà solo un’auto blindata: nel 2013 la GM si è infatti aggiudicata la commessa per la nuova generazione di “The beat” come viene soprannominata l’auto presidenziale USA, che potrà usarla fin dal primo giorno del suo mandato, che avrà inizio il 20 gennaio 2017, mandando in pensione l’auto ex-Obama (nella foto nella home page accanto al titolo).

Trump si siederà sul sedile posteriore e potrà contare sulla protezione totale garantita dalla The Beast originaria, più gli immancabili miglioramenti che la generazione in fase di sviluppo ha indicato. Sicuramente il nuovo modello avrà gli stilemi della produzione Cadillac più recente, come il frontale con fari a sviluppo verticale (a quanto pare a led) mentre la calandra dovrebbe adottare una griglia a profili orizzontali.

Chiaramente non esiste una scheda tecnica ufficiale, essendo le caratteristiche segretissime. Trapelano indiscrezioni e mettendo insieme le tessere del puzzle si scopre, ad esempio, di un pianale da truck, un peso complessivo prossimo alle 8 tonnellate, vetri spessi oltre 13 centimetri, una blindatura totale dell’abitacolo, in grado di assicurare protezione anche in caso di attacco chimico. A bordo non si accede di certo con la facilità di un’auto qualsiasi, essendo la porta posteriore sbloccabile solo con un codice. Durante la presidenza Obama sarebbero stati realizzati ben 12 esemplari della limousine presidenziale, utilizzati in qualsiasi spostamento, anche all’estero. La GM avrebbe ricevuto oltre 15 milioni di dollari, indiscrezione emersa la scorsa estate, allo stato attuale per la realizzazione della seconda generazione di The Beast.

Velocità massima e consumi del motore – un V8 da 6,6 litri – devono fare i conti con la mole dell’auto, il cui consumo massimo sarebbe di 64 litri per 100 km (con un serbatoio adeguato). Oltre a proteggere gli occupanti, l’auto del presidente sarebbe anche in grado di “contrattaccare” con un sistema di lacrimogeni e sganciare granate. L’abitacolo è totalmente isolato dall’esterno e al tempo stesso connesso con linee dedicate (e ultraprotette) per le comunicazioni telefoniche e via internet. Per motivi di sicurezza si è rinunciato a motori elettrici o ibridi.

La nuova The Beast destinata a Donald Trump sta terminando in questi giorni gli ultimi collaudi, affidati non solo ai tecnici della General Motors ma anche al Dipartimento di Stato e ai Servizi Segreti, non fosse altro che per una serie di equipaggiamenti del tutto fuori ordinanza. Si parla di una vettura esteticamente ispirata alla CTS, ma nella realtà basata sul telaio della Chevolet Suburban, capace di sostenere una carrozzeria a blindatura integrale che porta il peso complessivo del veicolo, come abbiamo detto, attorno alle otto tonnellate.

Nonostante le esigenze ecologiche lo consigliassero, per la meccanica non è stata scelta una trazione elettrica o ibrida, giudicata troppo vulnerabile in caso di attacchi diretti al convoglio del presidente, ma si è optato per un più tradizionale motore V8 benzina da 6.6 litri abbinato ad un sistema di iniezione di protossido d’azoto e con una potenza di oltre mille cavalli.

L’idea che sta dietro ad una vettura simile non è naturalmente quella di un veicolo veloce, The Beast difatti non supera i 100 km/h, quanto piuttosto quella di fornire un guscio inespugnabile che protegga il Presidente in caso di qualsiasi tipo di attacco. Sull’auto sono presenti strumenti di difesa, anche attiva, come cannoncini per gas lacrimogeni e, secondo alcune informazioni, un sistema di lancia granate per aprirsi un varco in eventuali blocchi stradali ostili.

Ovvia la presenza di pneumatici antiforatura e cristalli multistrato in grado di resistere a colpi di artiglieria leggera. Più difficile da descrivere il sistema di areazione che isola completamente l’abitacolo anche in caso di attacco batteriologico o chimico. A bordo di The Beast anche l’inverosimile è possibile, dunque la sorpresa non sono i sistemi di collegamento satellitare criptati quanto piuttosto la presenza assicurata costantemente a bordo di una sacca di sangue compatibile con quello del presidente. Che tutti si augurano resti inutilizzato nel vano refrigerato tra i sedili posteriori.

(Si ringrazia Autoblog per la collaborazione)

www.autoblog.it/

 

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