STICCHI DAMIANI: AUTO STORICHE? DA 40 ANNI IN SU

In occasione di Auto Moto d’Epoca il Presidente dell’Automobile Club d’Italia, l’ingegner Angelo Sticchi Damiani, interpellato da vari media sul ddl inserito nella legge di stabilità, avrebbe fatto una dichiarazione che rischia di surriscaldare ulteriormente il fuoco della polemica sull’età media delle auto storiche.

“Il parco delle auto storiche in Italia – avrebbe dichiarato ad alcuni media Angelo Sticchi Damiani (il condizionale è d’obbligo, visto il contenuto ‘esplosivo’ della dichiarazione) – dovrebbe diventare elitario e dovrebbe comprendere esclusivamente auto che hanno almeno quarant’anni di vita”.

Questa frase ha avuto l’effetto di una bomba su club e associazioni e si tradurrebbe in una drastica riduzione del parco auto storiche attualmente circolanti in Italia, che come è noto in base alla normativa vigente va dai vent’anni in su, e in base al ddl inserito nella legge di stabilità dovrebbe salire da venti a trenta anni di età minima per dichiarare storica un’auto o una moto.

rottamazione

Portare a quarant’anni l’età minima per considerare storica un’auto si tradurrebbe nella rottamazione di molti veicoli.

Pochi giorni dopo Padova si è aperta a Roma la sessantanovesima edizione della Conferenza del Traffico e della Circolazione, dove l’Aci ha cavalcato ulteriormente la ‘tigre’ delle auto vecchie, proponendo il passaggio della revisione per le auto con oltre dieci anni di età – come riferiamo in un altro post – da due a un anno. Anche in questo caso le reazioni non si sono fatte attendere e molti club e associazioni hanno contestato duramente questa iniziativa. In effetti, è vero che l’età media del parco auto circolante in Italia si aggira sui nove anni: ma questo accade soprattutto perché la crisi impedisce a molte famiglie di sostituire l’auto vecchia con una più moderna. Il limitato potere d’acquisto di molte famiglie le costringe a rimandare nel tempo la sostituzione dell’auto che utilizza tutti i giorni e di cui, in molti casi, non può fare a meno anche perché in molte zone d’Italia l’alternativa costituita dal mezzo non è praticabile facilmente.

Di recente un’inchiesta televisiva su ‘Presa diretta’ ha evidenziato come in molte zone d’Italia per spostarsi di pochi chilometri da un luogo all’altro i tempi siano così lunghi da indurre molti a preferire l’auto, per quanto vecchia e inquinante essa sia.

www.aci.it/

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