MENO INCIDENTI MA TROPPI MORTI SULLE STRADE

L’anno scorso ci sono stati meno incidenti stradali rispetto al 2012, ma i morti sono ancora tanti, troppi. Lo dicono i numeri: 181.227 sinistri con lesioni a persone (-3,7%) con una media nazionale di nove al giorno. La notizia è incoraggiante perché ci avvicina all’obiettivo imposto dall’Unione Europea di dimezzare il numero delle vittime in dieci anni entro il 2020, però, dice Aldo Minucci, Presidente della Fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale, “in valore assoluto l’Italia è il paese con il maggior numero di morti nell’Europa dei 28 Paesi. Dal Rapporto ACI-ISTAT emerge che quasi la metà delle vittime della strada (48,7%) erano utenti vulnerabili: 724 motociclisti (-14,5%), 549 pedoni e 251 ciclisti (-14%). Certo i cali a due cifre fanno ipotizzare una migliore convivenza sulle strade tra automobilisti, ciclisti e centauri (lo afferma lo stesso presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani); tuttavia è lecito domandarsi se dietro ci sia anche un minor uso dell’automobile, vista la crisi in atto.

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Le strade extraurbane sono spesso causa di gravi incidenti.

Guardando alla localizzazione degli incidenti, si conferma la pericolosità delle strade extraurbane, dove sono morte 1643 persone (48,5%). La distrazione si conferma la prima causa di incidente (20,4%), seguita dall’alta velocità (17,5%) e dal mancato rispetto delle distanze di sicurezza (13,1%). In città la sicurezza appare migliorata (-4,4% di incidenti) ed il maggior numero di incidenti è provocato dall’inosservanza di semafori o delle regole di precedenza (19,1%), dalla distrazione (15,6%) e dalla velocità elevata (9,5%). I comuni con l’indice di mortalità più elevato sono Napoli (1,69 morti ogni 100 incidenti), Catania (1,57), Trieste (1,43) e Torino (1,31), rispetto alla media nei grandi Comuni di 0,71 decessi. Sul futuro l’ACI è ottimista. “Le novità del Codice della Strada annunciate dal Parlamento, alle quali ACI ha contribuito, potranno accelerare i miglioramenti permettendo al nostro Paese il raggiungimento degli obiettivi imposti dall’Unione Europa – dice AngeloSticchi Damiani – l’Automobile Club d’Italia insiste con la campagna internazionale “My World” dando voce su www.aci.it agli automobilisti che sollecitano l’Onu e gli Stati mondiali ad adottare provvedimenti concreti per trasporti e strade migliori”.

 

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