CACCIA ALLA PORSCHE 911 / 3

Abbiamo lasciato Paolo in partenza per la Germania, Berlino in particolare. Il caso ha voluto che per una volta un suo impegno di lavoro gli consentisse di abbinare la sua passione neppure tanto segreta, quella per le auto storiche.

La sua “caccia” a una Porsche 911 stava per entrare nella fase decisiva: il contatto con chi avrebbe potuto procurargli l’oggetto del desiderio.

Esauriti gli impegni di lavoro (prima il dovere, poi il piacere) si è recato al complesso storico “Messe Berlin”, una delle più antiche Fiere d’Europa.

L’impatto è stato d’effetto per Paolo: la fiera è infatti un sapiente mix di moderno e storico, con padiglioni nati negli Anni 30 e perfettamente conservati che si uniscono a quelli di realizzazione più recente. Il tutto è circondato da grande parco verde, dove Paolo è entrato fisicamente in contatto con Classic Trader, che oltre al classico stand interno ha allestito all’aperto anche un mercato per privati.

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Le auto dei privati in vendita erano esposte in un parco, in mezzo al verde.

Qui si è fatto spiegare dove era lo stand vero e proprio di Classic Trader e con un po’ di emozione ha preso quella direzione. Lo stand era d’effetto con quattro auto rappresentative dell’attività di questa importante azienda (come si vede nella foto nella home page accanto al titolo) specializzata in auto storiche. E qui ha avuto un’altra sorpresa.

La “sua” Porsche 911 2.4 S “Oilflap” non era esposta, ma in un certo senso era come se lo fosse: Classic Trader aveva infatti allestito anche una gigantesca bacheca dedicata agli annunci, con la pagine dedicate ad oltre 400 veicoli presenti sul loro sito. Grazie a un codice a barre, si poteva fare la scansione delle singole auto con un cellulare: tutti i potenziali clienti potevano avere on line le info sui modelli per i quali nutrivano un certo interesse.

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Modelle con costumi d’epoca.

Paolo ovviamente non poté resistere alla tentazione e fece anche lui col telefonino la scansione della 911 2.4 S, sebbene sapesse ormai quasi a memoria le informazioni su quell’auto. Poi si presentò al personale dello stand e fu subito presentato a un dirigente. A Classic Trader si ricordavano benissimo di lui e lo tranquillizzarono: il concessionario era stato avvertito dell’interesse di un appassionato italiano per quell’auto, e se fossero pervenute altre offerte o richieste si era impegnato ad avvisare Classic Trader della cosa. Il fatto che non lo avesse ancora fatto dava campo libero alla trattativa di Paolo.

Davanti a una tazza di caffè, in una saletta interna, il nostro amico poté avere tutti i ragguagli del caso su cosa significava affidarsi a quell’organizzazione. Cero, l’esborso economico era significativo – ma era comunque adeguato al livello e alla rarità dell’auto – però non c’erano da aspettarsi brutte sorprese. Con Classic Trader era infatti possibile pianificare tutte le voci relative al collaudo, al trasporto, allo sdoganamento e all’immatricolazione dell’auto. Paolo poteva scegliere se farla trasportare subito in Italia con un piccolo autocarro tipo soccorso stradale oppure – ipotesi molto più conveniente e caldeggiata anche dal funzionario di Classic Trader – con la classica bisarca che sarebbe partita in un secondo tempo, una volta completato il carico.

“Ho aspettato così tanto tempo prima di trovare questa 911 – pensò e disse Paolo – che qualche settimana in più non mi cambierà la vita”. Durante il colloquio fu anche messo in contatto con il concessionario in modo da poter “toccare con mano” l’oggetto del desiderio.

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L’ingresso della Fiera di Berlino.

Il nostro amico lasciò lo stand decisamente contento e visitò il resto della fiera quasi “galleggiando” nell’aria. Dovette farsi quasi largo tra la folla (oltre ventimila i biglietti venduti, scoprirà poi) ma ebbe il tempo di notare alcune cose: intanto il fatto che i padiglioni erano cinque più il parco esterno (si parla di portarli a dieci nel 2016), poi che i dipendenti della fiera erano tutti vestiti con costumi degli Anni 50 e che ogni due ore era in programma uno spettacolo di intrattenimento, con concerti dal vivo nel parco.

Non mancavano neppure gli incontri con grandi piloti del passato, come Hans Hermann, al quale si poteva anche richiedere un autografo.

La sera, durante la cena in un tipico ristorante berlinese, alzò il suo boccale di birra partecipando al brindisi di due giovani che si stavano fidanzando: “In fondo – pensò con un sorriso – è quello che sta per succedere anche a me!”.

(3 – continua)

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