MAGGIOLONE CABRIOLET: CHE AUTO… E CHE DONNA!

IMG_4333di Cristiano Soro

Non so se abbiano segnato la mia vita più le auto o le belle donne.

A dire il vero le due bellezze si sono sempre intrecciate quasi fondendosi tra i miei ricordi fin dall’infanzia.

Un’unione di entrambe fu sicuramente Nerella, un nome splendido pari solo alla bellezza della creatura che portava quel nome.

Arrivò a casa nostra fuori stagione… era una fuga di due innamorati, quella di Nerella e del suo bel fidanzato dalla voce decisa.

Aveva un’auto che non si vedeva spesso dalle mie parti in Sardegna, era roba da ricchi, era modaiola ed era nera con una capote in tela bianca, un bellissimo Maggiolone Cabriolet nero con il suo rumore inconfondibile, metallico, un misto tra una motozappa e un aspirapolvere, con delle portiere cosi pesanti da farli apparire come portelloni in larice massiccio.

Era bella e veniva da Milano.

Avrò avuto circa sei-sette anni, ma non c’è età per accorgerti della bellezza, almeno per me, e quel suo accento milanese la rendeva ancora più bella.

Ricordo quanto stentasse a partire la mattina,  complice l’umido del mare, secondo me ci teneva a ricordare alla bella cabrio tedesca che lì giocava in trasferta.

Col tempo mi imbattei più di una volta in Maggioloni e Maggioloni cabrio. Neanche a dirlo tutti riconducevano i miei ricordi al Maggiolone di Nerella.

Meccanica elementare ma geniale… andate a cercare il nome dell’inventore di quell’oggetto… chi ancora non lo sa avrà una gradita sorpresa.

Vi do un aiutino.. .tedesca con motore e trazione posteriore, vi dice qualcosa? Nulla?

Va bene. Un altro aiutino, motore posteriore raffreddato ad aria, ci siete arrivati ora vero?

Quelli che non hanno alzato la mano sono pregati di seguire la freccia con l’indicazione: “Vasca Coccodrilli”.

Era facile: il suo ideatore fu nientemeno che il padre di tutte le Porsche… il leggendario Ferdinand: colui che indicò e volle fortemente la realizzazione di quel progetto, quella dell’auto del popolo (la Volkswagen) fu invece Adolf Hitler.

Non so se stemperiamo la sua malvagità dando questa informazione: fatto sta che fu proprio lui a commisionare al progettista la “macchina del popolo” indicando delle precise e imprescindibili caratteristiche… devo essere sincero: tracciare queste ultime righe mi fa lo stesso effetto delle bavette alle vongole… non riesco a mandarle giù. Eppure la storia è questa,  il genio del male ebbe un’intuizione,  dar vita ad un modello, che da noi si sarebbe chiamato il Maggiolino (e poi Maggiolone) che conquistò diversi primati, uno tra tutti quellodi auto piu longeva al mondo… Consideata universalmente auto del mondo, detenendo per anni il record della vettura piu prodotta al mondo con oltre 25.000.000 di esemplari  prodotti… oltre a tutte le sue varianti, dai mezzi bellici anfibi e non (Schimmwagen, Kubelwagen) ai fuoristrada (Pescaccia )… agli svariati dune buggy… insomma la pianta era sana e dava vita a svariati innesti tutti con fortunate riuscite.

Ma detto tra noi… alla fine chi comprava quella bella, buffa e al tempo stessa austera auto del popolo, lo faceva più attratto dalle sue forme, così tondeggianti e rassicuranti… e che quando divenne anche Cabriolet crearono un altro mito: quellio dei Maggiolini e Maggioloni Cabriolet.

Il suo motore era un 1300 o un 1600 cc,  struttura a boxer che significa a cilindri contrapposti abbinata ad un cambio a 4 rapporti, e non si pretendevano performance… si sa che a cielo aperto (e anche chiuso) mica si deve correre, il Maggiolone era più sostanza e rumore, ma so pratutto affidabilità… si sa,  i tedeschi… E la capote impermeabile a tre strati pomeva al riparo da qualunque intemperia.

Non c’era bisogno di servosterzo: avendo motore trazione e pesi sull’asse posteriore l’avantreno era sufficientemente leggero… e il volante era grande come un timone nero di una barca.

Era tutto grande,  anche la pedaleria era sovradimensionata, tutto all’insegna della solidità, in effetti… con gli stessi lamierati di un Maggiolone dell’epoca ora ci costruiscono tre Golf…e gli avanza ancora materiale per sei fusti di ottima birra alla spina bavarese.

Se volete entrare in possesso di un Maggiolone chiuso o ancora meglio Cabrio che sia, fatelo spinti dalla passione, non pensate all’investimento economico… sarebbe una nota stonata e fuori dalle nostre corde.

Al momento dell ‘acquisto fatemi un favore: controllate se nel libretto compare il nome della bellissima Nerella. Vi garantisco che quel Maggiolone Cabriolet avrà un valore speciale.

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