GEKI RUSSO, INDIMENTICABILE CAMPIONE

Il 23 ottobre del 1937 nasceva a Milano Giacomo Russo, che diventerà famoso nel mondo delle corse con lo pseudonimo di ‘Geki’ prima di trovare la morte, quando non aveva ancora compiuto trent’anni, in un assurdo incidente durante il GP di Caserta di Formula 3 del 1967: una terribile carambola nella quale persero la vita anche Romano ‘Tiger’ Perdomi e lo svizzero Fehr Beat. Era il 18 giugno.

Geki Russo era un talento naturale, uno di quei piloti che sapevano trarre il meglio da qualunque auto da corsa, anche quando il mezzo affidatogli era palesemente inferiore alla concorrenza. Non fu facile emergere per lui, anche perché doveva fare i conti con l’ostracismo della famiglia, che non voleva che corresse. Per questo scelse lo pseudonimo di Geki. A un certo punto della sua carriera Geki Russo riuscì anche ad affiancare alle corse una sua attività, sfruttando la sua popolarità, convinto com’era, giustamente, di possedere delle qualità da poter mettere in luce.

Aveva iniziato a correre nel 1959 debuttando con una Staguellini Formula Junior nella Coppa Sant’Ambroeus, classificandosi sesto. Poi Geki Russo si piazzò secondo nella Coppa Madunina e quinto nel GP di Pergusa. Nel 1960 la prima vittoria: una delle gare dimostrative della Formula Junior a Monza. Si mise in luce anche nel GP della Libertà svoltosi a Cuba. Grazie a una Stanguellini e a una Lotus vinse il titolo italiano di Formula Junior nel 1961, facendo suoi altri due campionati tricolori della specialità nel 1962 e 1963. Geki Russo vinse in quel biennio una quindicina di gare, fra cui spiccano il Trofeo d’Autunno, il Trofeo Vigorelli, il Trofeo Musso e il GP di Caserta. Nel 1964 il passaggio alla Formula 3 con una De Sanctis e un altro titolo italiano. Esordisce quell’anno in Formula 1 al GP d’Italia a Monza con una Brabham, ma è costretto al ritiro.

10696165_10204150945005224_7657245984125666779_n Anche nel 1965 Geki Russo si mette in luce nella Formula 3 vincendo a Imola, Monza e a Vallelunga. Gareggia nuovamente in Formula 1 a Monza nel GP d’Italia con una Lotus, ma è costretto nuovamente al ritiro. Ci riproverà nel 1966 sempre con una Lotus, piazzandosi brillantemente nono assoluto nel GP brianzolo di Formula 1. Senza la tragedia di Caserta avrebbe corso quasi sicuramente anche il GP d’Italia del 1967, con la terza Lotus 49-Ford che il team inglese era solito schierare a Monza, e che invece fu affidata a Giancarlo Baghetti.

Nel 1967 corre in Formula 3 con una Matra e viene ingaggiato dall’Alfa Romeo con la 33 Sport. L’assurda tragedia di Caserta ( si correva su un pericolosissimo circuito cittadino) interrompe bruscamente quella che era una fulgida carriera piena di grandi promesse. Ma un campione del suo livello rimarrà per sempre nella mente e nel ricordo degli appassionati delle corse.

(Si ringrazia per la collaborazione Beatrice Russo)

 

 

 

 

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