50 ANNI FA JOHN SURTEES E LA FERRARI MONDIALI

John Surtees probabilmente non dimenticherà mai il 25 ottobre del 1964. Quel giorno si corse in Messico l’ultimo GP di Formula 1 della stagione iridata. In lizza per il titolo erano in tre: Jim Clark con la Lotus, Graham Hill con la BRM e John Surtees con la Ferrari. Jim Clark scattò in testa e sembrava avviato a una facile vittoria quando a un giro dalla fine il motore della sua Lotus cedette. In testa passò Dan Gurney con la Brabham seguito da Lorenzo Bandini con la Ferrari 1512 a 12 cilindri e da John Surtees con la Ferrari 158 ad 8 cilindri. Dai box segnalarono a Bandini di rallentare e far passare John  Surtees che con i 6 punti del secondo posto conquistò il titolo mondiale. Fino ad ora John Surtees è stato l’unico pilota al mondo ad aver vinto il titolo mondiale sia con le moto che in Formula 1. Il terzo pretendente al titolo, Graham Hill, fu attardato in seguito a una collisione con la Ferrari di Bandini che piegò i tubi di scarico della sua BRM. Graham Hill non dimenticherà quell’episodio e tre anni dopo al GP di Monaco terrà a lungo Bandini dietro di sè per alcuni giri complicando ulteriormente la sua affannosa rimonta nei confronti della Brabham di Hulme, che poi vincerà quella tragica corsa che costerà la vita al pilota italiano.

In Messico (come nel precedente GP degli Stati Uniti) le Ferrari (nella foto quella di John Surtees) corsero invece che con la tradizionale livrea rossa con quella bianca e blu della NART (North American Racing Team) il team di Luigi Chinetti, importatore della Casa del Cavallino rampante per gli Stati Uniti.

Questo avvenne in seguito a una decisione presa da Enzo Ferrari per protesta nei confronti della FIA, la Federazione Internazionale dell’Automobile per la mancata omologazione della Ferrari 250 Le Mans fra le GT, per cui quel modello avrebbe potuto correre solo fra le sport prototipo. Ferrari restituì la licenza di concorrente alla CSAI (la Commissione Sportiva Automobilistica Italiana) e chiese a Chinetti di far correre le sue monoposto con i suoi colori per gli ultimi due GP della stagione. Per questo le Ferrari corsero con quei colori insoliti, e sulle fiancate delle vetture campeggiava lo stemma del North American Racing Team di Luigi Chinetti.

(foto da formulapassion.it)

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