BRUCE MCLAREN CI LASCIO’ 45 ANNI FA

gabrieledi Gabriele Mutti

Pista inglese di Goodwood, è il 2 giugno 1970 e Bruce McLaren sta provando la McLaren M8D, un’auto per le gare CanAm. Fa qualche giro dopo aver provato la monoposto di Formula 1. Denny Hulme si è ustionato alle mani a Indianapolis e lui, il pilota-costruttore fondatore del team che porta il suo nome, si è sobbarcato volentieri questi test. Tutto bene per un po’, poi la sport  in rettilineo in piena velocità perde parte della coda, diventa incontrollabile, esce di pista e va a sbattere contro una tribunetta dei commissari. Prende fuoco ma l’incendio viene spento quasi subito. Però per Bruce McLaren non c’è nulla da fare: è rimasto ucciso sul colpo. Viene sepolto nel cimitero di Waikumete, ad Auckland in Nuova Zelanda dov’era nato. Ha solo 32 anni.

Pilota e ingegnere, Bruce Leslie McLaren, era figlio di Les e Ruth McLaren. I suoi genitori erano proprietari di una stazione di servizio e di un’officina. Bruce spendeva tutto il suo tempo libero a curiosare nell’officina. Les McLaren restaurò una vecchia Austin 7 Ulster che il giovane Bruce usò a 15 anni, per partecipare alla sua prima gara, una corsa in salita. Due anni dopo prese parte alla sua prima vera gara su un circuito, dimostrando buone doti di pilotaggio. Passò dalla Austin ad una Ford 10 Special e ad una Austin-Healey, quindi alla Cooper-Climax di F2. Iniziò immediatamente a modificarla e migliorarla, e in questo eccelse al punto che si ritrovò secondo nel campionato neozelandese del 1957-58.

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Le tracce dei pneumatici lasciati sull’asfalto di Goodwood dalla McLaren M8D di Bruce McLaren ormai senza controllo.

La sua prestazione nel Gran Premio di Nuova Zelanda del 1957 fu notata da Jack Brabham, che lo avrebbe in seguito invitato a correre per lui. L’organizzazione del Gran Premio Internazionale di Nuova Zelanda lo selezionò per il suo programma Driver in Europe, che mirava a dare ai piloti neozelandesi più promettenti la possibilità di passare un intero anno a fare esperienza con i migliori del mondo. McLaren fu il primo vincitore e Chris Amon lo seguì poi.

McLaren andò alla Cooper e vi restò sette anni. Corse in Formula 2 e fu iscritto al GP di Germania al Nuerburgring, nel quale le auto di F1 e F2 correvano assieme. Stupì il mondo delle competizioni automobilistiche arrivando primo tra le F2 e quinto nella classifica generale, dopo aver gareggiato con i migliori piloti del mondo.

McLaren si unì alla squadra di F1 della Cooper, al fianco di Jack Brabham, nel 1958 e vinse il GP Usa del 1959 all’età di 22 anni, diventando il più giovane vincitore di GP fino a quell’epoca.

McLaren vinse anche il GP di Monaco 1962 e l’anno seguente fondò la Bruce McLaren Motor Racing Ltd, ma continuò a correre e vincere con la Cooper (vinse il GP di Nuova Zelanda del 1965).

McLaren lasciò la Cooper e diede vita nel 1966 alla sua squadra corse, per la quale poi ingaggiò Denny Hulme, suo connazionale, che nel 1967 aveva vinto il titolo mondiale con la Brabham. Bruce vinse il primo GP su una sua auto a Spa nel 1968 mentre Hulme vinse due volte su una McLaren-Ford.

Fu nella progettazione di potenti vetture da corsa che McLaren mostrò fiuto e ingegnosità. Quando la serie CanAm iniziò ad essere molto popolare tra gli appassionati di Canada e Usa , le nuove auto di McLaren finirono due volte seconde, e due volte terze in sei gare.

Nel 1967 vinsero cinque delle sei gare e nel 1968 quattro su sei. L’anno seguente le McLaren si dimostrarono imbattibili vincendo 11 gare su 11. In una gara, finirono occupando le prime tre posizioni (McLaren, Hulme e Dan Gurney, statunitense). Nel 1991 la McLaren fu inserita nella International Motorsports Hall Of Fame.

Nella foto, Bruce McLaren in gara al GP di Monaco 1968 di Formula 1 con la monoposto che porta il suo nome.

www.mclaren.com/

 

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