AUTO STORICHE E GUARDIA DI FINANZA

Da qualche tempo anche le auto storiche (o meglio, i loro proprietari) sono finite nel mirino della Guardia di Finanza.

Ma qual è realmente la situazione? Da quello che abbiamo potuto appurare la Guardia di Finanza ha ricevuto delle direttive di fare accertamenti sulle auto di grossa cilindrata o di alti costi di gestione che hanno meno di 5 anni. Però anche le auto storiche di un certo valore sono oggetto di controlli. In sostanza i finanzieri hanno disposizioni a fermare le auto sopra citate, prendono le generalita’, e poi una volta in caserma, controllano i vari “dati”, che se non risultano “congrui”, fanno segnalazione alle agenzie dell’entrate con le conseguenze del caso per l’interessato.

Logicamente, tengono conto anche delle auto d’epoca: ad esempio, è normale che uno che dichiari 20.000 euro di reddito all’anno, ci sia qualche dubbio che possa avere una Jaguar, Porsche o Ferrari (anche se come auto storica paga solo 100 euro di bollo l’anno). Ed è emerso ad esempio che molti hanno intestato l’auto storica a parenti anziani che non hanno più neppure la patente (o non l’hanno mai avuta)…

Del resto solo 800mila degli oltre 4 milioni di veicoli ultraventennali circolanti in Italia hanno un reale valore storico. “Gli altri 3,2 sono solo auto vecchie, poco sicure, che girano tutti i giorni, inquinano e vanno rottamante”. Lo ha detto il presidente dell’Aci, Angelo Sticchi Damiani che davanti alla Commissione Finanze della Camera ha ribadito la necessità di “stringere le norme per le iscrizioni al registro delle auto storiche”.

Ai parlamentari il presidente dell’Aci ha anche proposto di affidare al Pubblico Registro Automobilistico il controllo preventivo sulla copertura assicurativa dei veicoli, per fronteggiare efficacemente la piaga sociale ed economica dei veicoli circolanti senza Rc auto. Attualmente, spiega l’Aci in una nota, “si stimano circa 4 milioni di auto senza assicurazione, con un danno per le compagnie di quasi 2 milioni di euro l’anno. Con la soluzione proprosta dall’Automobile Club d’Italia si potrebbe intervenire ogni anno su circa 9 milioni di veicoli tra nuovi e usati, che non potrebbero essere registrati al Pra senza dimostrare prima una copertura assicurativa valida”.

 

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