AUTO E BICICLETTE, COESISTENZA DIFFICILE

Sempre più difficile, come dimostrano i tanti incidenti stradali, la coesistenza tra auto, biciclette e pedoni nella grandi città ma anche nei piccoli centri urbani. Da un lato i ciclisti sembrano ignorare ogni regola del codice della strada, passano col rosso, infilano i sensi vietati nella direzione non consentita, procedono contromano e sul marciapiede. Dall’altro gli automobilisti li detestano soprattutto quando viaggiano in gruppo e costituiscono un intralcio alla circolazione.

“Ci voleva il mortoè un tipico refrain italiano per indicare una situazione di pericolo denunciata da tempo e ignorata da chi doveva vigilare o prendere provvedimenti. Alcuni gravi incidenti stradali accaduti di recente pongono ulteriormente l’accento su questo problema.

Domenica 12 ottobre 2014 una signora di 88 anni è morta al Policlinico di Milano poco dopo essere stata investita sulle strisce pedonali da un giovane ciclista. L’indomani il sindaco, Giuliano Pisapia, inaugurando Citytech-Bustech, un convegno sulla mobilità ha detto: “Bisogna rispettare le regole. Purtroppo troppi ciclisti oggi non pensano che non si deve passare con il rosso, perché si mette a rischio la propria incolumità e quella degli altri. Lo vedo tutti i giorni: vanno contromano. Ecco, questo è pericoloso e rischia di creare una situazione di tensione e anche di fastidio nei confronti della bicicletta, che invece è uno strumento favoloso”.

Le ragionevoli e fondate parole di Pisapia aprono una crepa nel muro del politicamente corretto. Che, va detto, fin qui, ha permesso ai ciclisti di infrangere spensieratamente i Codice della strada godendo di una sorta di non scalfibile immunità amministrativa e sociale.

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A volte basta un malinteso per provocare un incidente in cui rimane coinvolto un ciclista con conseguenze anche gravi.

In effetti il problema sollevato da Pisapia è ampiamente diffuso e socialmente sentito e non limitatamente a Milano. Intanto, nemmeno a farlo apposta, giovedì 30 ottobre, nel capoluogo lombardo, a poca distanza dal Duomo, è successo il patatrac sul percorso riservato alla linea 94: un ciclista è improvvisamente finito a terra davanti al bus che precedeva e l’autista, per non schiacciarlo, ha frenato di colpo, provocando, così, la caduta di molti passeggeri, cinque dei quali (fra cui due donne incinte) sono stati soccorsi dal personale delle ambulanze chiamate in tutta fretta.

“La cronaca – scrive su internet il giornalista Massimo Donelli – purtroppo, offre quasi quotidianamente episodi sconcertanti un po’ in tutta Italia dove i protagonisti sono ciclisti incauti (nella migliore delle ipotesi) o a volte addirittura aggressivi. Episodi che succedono non solo in grandi città del mondo come New York, ma anche come abbiamo detto in piccoli centri come Biassono, Mestre, Montepulciano, Montevecchia, Padova, Porto San Giorgio e tanti altri. Anziani e bambini rischiano più di tutti le conseguenze degli incidenti stradali in cui sono coinvolti, a volte senza nessuna responsabilità da parte loro.

“Il problema andrebbe seriamente affrontato, Ma chi si azzarda a chiedere interventi strutturali come Achille Lineo Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia, trova immediata opposizione da parte delle associazionite nella Fiab (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) molto bene organizzate anche sul fronte della comunicazione. E certamente ben spalleggiate: Michele Fusco, blogger de Il fatto Quotidiano se la prende con Pietro Gagliardi, delegato Taxi dell’Unione Artigiani della Provincia di Milano che ha detto: “I ciclisti sono pericolosi soprattutto per se stessi, dovrebbero essere estromessi dalle corsie preferenziali che sono a scorrimento veloce”.

“In un contesto del genere, con gli incidenti stradali causati da ciclisti in aumento, secondo la dell’Aneis (Associazione Nazionale Esperti Infortunistica Stradale), e con il mercato della bici che registra una crescita  fortissima, l’Italia sta riscrivendo in maniera avventurosa il Codice della strada: la prima bozza, infatti, è pesantemente sbilanciata dalla parte dei pedalatori, anche con scelte prive di logica. Ora, dopo che c’è scappato il morto, prevarranno il buonsenso, la misura, l’equilibrio? O l’avranno vinta l’ubriacatura ideologica, il politicamente corretto, la ricerca del facile consenso? Non resta che attendere il prossimo morto, la prossima polemica o l’ennesimo (temiamo) arzigogolo legislativo”.

www.ilfattoquotidiano.it/

www.unioneartigiani.it/

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