ASTON MARTIN VANQUISH: THE CAR THAT I LOVE…

IMG_4333di Cristiano Soro

Anche se non bevete , versatevi del talisker in un calice. Adagiatevi sulla più comoda delle vostre poltrone, stendete le gambe, e fatevi trasportare… e pazienza se soffrite di vertigini: oggi si vola alto! Se fosse uno strumento sarebbe una Fender Stratocaster. Se fosse chi le dà voce , sarebbe David Gilmour (britannico come lei ), se fosse donna avrebbe le curve sinuose di Rita Hayworth, se fosse un animale sarebbe un grizzly, se fosse vento sarebbe una tempesta di emozioni.

Signori, stiamo parlando di Aston Martin, una leggenda nel campo delle opere d’arte con un propulsore  e con quattro ruote intorno, una leggenda fatta di corse, fatta di gloria, fatta da uomini. Uomini che hanno l’orgoglio e il privilegio di  dar vita ad oggetti  marchiati con le doppie ali , simbolo di una delle più fascinose factory del Vecchio Continente.

Aston Martin racchiude in sè il fascino dell’esclusività, dell’armonia delle sinuosità delle forme,  mai volgare , fatta di grazia di dominio e di rispetto, non di prestazioni assolute. Negli anni 2000 a Newport Pagnell decisero di stupire i competitor, italiani in testa. Alla ferrari avevano presentato qualche anno prima la 550 Maranello a 12 cilindri anteriore, che si apprestavano a modificare in 575M. Gli inglesi risposero con la Vanquish: a differenza delle forme grintose  e longilinee della ‘rossa’ di Maranello, risposero con  una “corta” proporzionata, leggera, un  meraviglioso  esempio di design made in England.

Nata dalla matita di Ian Callum,  non fu solo un successo: fu un pugno nello stomaco, le fu dato un nome ‘Vanquish’, che in inglese arcaico doveva esprimere forza:  significava ‘Nata per Vincere.’ Le sue forme , da qualsiasi parte le si osservi, esprimono, ora come allora, forza , storia , esclusività assoluta. Ogni Vanquish era assemblata in maniera artigianale, e il proprietario poteva scegliere tra una infinita varietà di personalizzazioni. Infatti sarà molto difficile trovare una Vanquish uguale ad un’altra.

Monoscocca Interamente costruito in alluminio, al fine di contenere peso e di aumentare la rigidità torsionale ai livelli delle auto da corsa, mentre per la carrozzeria si affidarono a materiali compositi. Interni curatissimi, classico esempio dell’eccellenza artigianale britannica. Pelli Connolly pregiatissime, e particolari di vera classe, dal cruscotto in alluminio spazzolato , ai “paddle “ del cambio al volante parzialmente in pelle. Un vero capolavoro.

Cinquanta prototipi di Vanquish furono portati dai deserti ai ghiacciai per essere testati nelle più avverse condizioni climatiche, percorrendo più di un milione di miglia,  in casa Ford (all’epoca proprietari del marchio ) non scherzavano affatto, volevano che questo capolavoro fosse non solo bello ma affidabile.

Forte del suo 12 cilindri, capace di esprimere tanti cavalli… non dirò la potenza (si dovrebbe tornare a non dichiarare quel dato di certe auto, come facevano alla Rolls Royce, ‘la potenza è quanto basta’, dicevano… stupendo!). Era in grado di far venire la pelle d’oca, dal momento in cui si poggiava l’indice sullo start, fino a quando la si riportava a dormire. Dicono che ci sia un rapporto diretto tra il suono emesso dallo scarico di un’auto  e il battito del cuore degli uomini.

Avete mai sentito il suono di un dodici cilindri Aston Martin? Fatelo! Scegliete voi come, ma sentitelo, è un urlo,  il grizzly è li pronto a far sentire la sua voce,  non per difendersi o per attaccare ma per far capire che non scherza affatto.

Motore in posizione nobile “ anteriore “ come si confà al suo rango di regina, per una  cubatura complessiva di 6 litri con una schiera di 12 cilindri disposti a V,  interamente fatto a mano, ed aprendo il cofano capirete perché il cuore meccanico  di quest’auto è da considerarsi un’opera d’arte. Cambio meccanico oppure sequenziale a 6 marce con i paddle al volante, direttamente derivato dai cambi della Formula 1.

Chi avrà la fortuna di possederne una , non la tenga chiusa in box, fatela vivere , siate minimalisti, sarà lei a vestirvi, passate  a prendere un fratello , un’amica , o un figlio, agite come se foste in giro con una Fiat  Panda … e ogni tanto fatela urlare.

I posti a sedere dichiarati sono ‘due più due’. Davanti ancora  si sta comodi, se paragonati ai posti a sedere di uno Space Shuttle in fase di decollo, ma dove dietro stanno comodi solo gli orsacchiotti di Mr. Bean. Bisogna fare attenzione alla corrosione nel sottoscocca, ad eventuali lesioni delle parti in carbonio e alle condizioni dei freni, viste le prestazioni di cui è capace quest’auto. La meccanica invece è realmente affidabile: ‘Non ho mai cambiato il motore di una Vanquish’ dice al riguardo Vini Ryan, tecnico del Works Service di Newport Pagnell. Tra l’altro, volendo, si può passare dal cambio automatico a quello manuale preventivando una spesa che va da 17.000 a 20.000 euro circa. Per gli interni, da controllare, oltre alle condizioni della pelle, i meccanismi di movimento dei sedili.

Di Vanquish sul nostro mercato ne sono presenti quanto basta, per accontentare i facoltosi e possibili acquirenti. La sua  produzione iniziata nel 2001 per poi interrompersi nel 2007 dà modo ai potenziali clienti di trovare la Vanquish su misura. Il suo prezzo rimane elevato. Imparate una cosa , il prezzo di un oggetto in genere, quale esso sia , rimane alto anche se usato, ad un solo patto: che dello stesso non venga fatta una replica, una seconda serie. Questo  fa sì che rimanga esclusivo. E questo a Newport Pagnell lo sanno bene .

Se dovete estorcere un valore di mercato, sappiate che una Vanquish vale dai 45.000 ai 100.000 euro… mai soldi sono stati spesi meglio. Imparate una cosa nel guardare le forme di un’auto,  guardatela da tutte le angolazioni, sempre di tre quarti , mai di fronte o di lato , avreste solo una visione ‘piatta’, falsata! Vi aiuterà a valutare le proporzioni…

Un’Aston Martin è una delle poche supercar bella da qualsiasi angolazione la si osservi… e un pò come una bella donna dai caratteri forti … con un bella bocca , delle belle mani , con forme sinuose e con un gran bel fondoschiena… difficile da domare , ma non impossibile. Non so se non vi è ancora chiaro, ma giusto per non farvi scervellare: l’Aston Martin, e in particolar modo la Vanquish, è la preferita di chi scrive. Magari un giorno… non troppo lontano…

https://it.wikipedia.org/wiki/Aston_Martin_Vanquish/

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