ALFA ROMEO GIULIA: VEDIAMOCI CHIARO…

gabrieledi Gabriele Mutti

Tutti i media – ovviamente – con Internet e Facebook in prima linea hanno ovviamente grande evidenza alla presentazione della nuova nata Alfa Romeo, la Giulia. L’evento, il nome, il ruolo che questo modello hanno nelle strategie future di FCA lo giustificavano ampiamente.

Ma quello che appare evidente è, a nostro avviso, una sorta di stravolgimento dei contenuti rispetto al passato, nel senso che andando ad analizzare i prezzi e le cilindrate ci si rende conto che la vera erede della Giulia del 1962 è l’attuale Giulietta, che per prezzo (dai 20mila euro in su) e cilindrate (da 1300 circa in su) si ricollega al modello apparso oltre 50 anni fa. La nuova Giulia, che costerà sui 40mila euro e che dovrà andare all’assalto di mostri sacri come BMW Serie 3 e Mercedes Classe C, si avvicina di più nelle dimensioni e nei contenuti alla 166 e, rifacendoci al glorioso passato dell’Alfa Romeo, a quel ruolo che spettava a un modello che piace molto a chi scrive: la berlina 2000, quella degli Anni 70 ovviamente (anche se nella gamma esisteva già un modello con questo nome negli Anni 60, poi sostituita dalla 2600).

Tutto questo avviene ovviamente anche perché nel frattempo sono cambiate le logiche di mercato e quelle dei vari segmenti rispetto al 1962: però è sempre più chiaro dalla storia di tante Case (la stessa Fiat 500, la Mini, ad esempio) che i modelli attuali hanno il nome che si rifà a una celebre antenata, ma che sul piano dei contenuti sono molto diversi e a ben vedere non può essere che così, proprio perché è cambiata nel frattempo la caratura dei vari segmenti.

Un concetto questo enfatizzato, oltretutto, dalla decisione di presentare come preview (la produzione in serie e la commercializzazione inizieranno soltanto nel 2016 a Cassino) una versione al top di gamma, con allestimento decisamente sportivo e sotto il cofano un motore da ben 510 cavalli.

Mentre fa indubbiamente piacere sapere che il nuovo Museo Alfa Romeo di Arese, la “casa” del marchio, il 30 giugno aprirà le sue porte al grande pubblico, rinnovato nella struttura, si legge nel comunicato stampa di FCA che “l’Alfa Romeo Giulia incarna alla perfezione il cambio di paradigma del brand, rimanendo però fedele alla sua tradizione secolare: del resto, solo chi ha un grande passato può affrontare le sfide del futuro. E il rispetto della propria storia si evince anche dall’inedito logo – firmatoda Robilant Associati – che la nuova vettura porterà per prima nel mondo: se all’esterno,infatti, l’emblema è stato rinnovato e modernizzato, nulla è stato toccato nella forma e nei segni distintivi che ne fanno un simbolo amato a livello globale”.

Disponibile a trazione posteriore e integrale, la Giulia vanta anche un buon equilibrio dei pesi, sbalzi molto ridotti, un lungo cofano e lunghi parafanghi anteriori oltre a un abitacolo arretrato, “appoggiato” sulle ruote di trazione, e parafanghi posteriori muscolosi che segnalano visivamente il punto dove la potenza viene scaricata a terra. Tutto questo si traduce in un passo estremamente generoso – il più lungo della categoria – contenuto in una carrozzeria tra le più compatte. Da queste proporzioni nasce una forma dinamica come si evince dall’ellisse che si vede nella vista in pianta. Inoltre, gli angoli arrotondati e i montanti avvolgenti danno slancio alla vettura, creando un profilo”a goccia” che ricorda una delle più belle auto di tutti i tempi: la Giulietta Sprint.

La gamma come abbiamo detto comprenderà al top “un turbo benzina a 6 cilindri, elaborato da tecnici provenienti da Ferrari, che eroga 510 CV e regala prestazioni entusiasmanti: ad esempio, l’accelerazione da 0 a 100 km/h avviene in appena 3,9 secondi. Tra l’altro, sebbene i valori di potenza e coppia siano sensazionali, l’inedito propulsore è sorprendentemente economico nei consumi, grazie al sistema di disattivazione dei cilindri a controllo elettronico. Ovviamente, come tutti i motori della prossima generazione, sia benzina sia diesel, questo 6 cilindri è totalmente in alluminio per ridurre i pesi assoluti della vettura, in particolare quello sull’asse anteriore, e un rombo genuinamente Alfa Romeo”.

Noi abbiamo detto la nostra: il dibattito è aperto.

www.alfaromeo.it/

 

 

 

 

 

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