La vicenda degli airbag difettosi delle Citroen C3, di cui abbiamo riferito precedentemente in un altro post, sta diventando un caso nazionale. Se ne sono occupati oltre a Contagiri anche Altroconsumo e testate automobilistiche di rilevanza nazionale come Quattroruote e alVolante. Altroconsumo scrive nell’ultimo numero che “chi riceve una lettera di richiamo per la sostituzione dell’airbag difettoso poi di fatto si trova nell’impossibilità di riuscire a farlo cambiare. Tanti automobilisti ci hanno segnalato il problema e stiamo preparando una lettera di diffida alla PSA (che fa parte del gruppo Stellantis, n.d.r.), cui appartiene il marchio Citroen, intimando di risolvere la situazione al più presto. Nel frattempo continuiamo a raccogliere segnalazioni sulla nostra piattaforma Richiama Facile e a seguire le evoluzioni della vicenda, per affiancare i nostri soci verso la soluzione. Gli automobilisti ci hanno segnalato di aver incontrato tanti ostacoli per la sostituzione del pezzo: difficoltà nel prendere appuntamento con le officine, tempi di riparazione lunghi, mancanza dei pezzi di ricambio, problemi con la registrazione del proprio caso sul sito indicato da Citroen per avviare l’iter di sostituzione gratuita. Sul nostro sito si può segnalare chi ha avuto lo stesso problema e leggere che cosa fare nel frattempo: altroconsumo.it/citroen-airbag “.
AlVolante scrive: “In oltre 600mila Citroen C3 (prodotte dal 2009 al 2017) e DS3 (prodotte dal 2009 al 2019) le sostanze chimiche nei gonfiatori degli airbag prodotti dalla giapponese Takata possono deteriorarsi. In caso di incidente, il gonfiaggio può avvenire con troppa violenza, provocando l’esplosione del contenitore metallico: chi è a bordo rischia di essere colpito dai frammenti, con conseguenti gravi lesioni.
“La Casa ha contattato gli interessati, chiedendo di sospendere l’uso dell’auto: un bel problema, dato che i tanti veicoli coinvolti provocano ritardi nelle riparazioni (in qualche caso si parla di un anno). Le lamentele dei clienti si sono via via allargate fino a coinvolgere diverse associazioni di consumatori”.
Quattroruote scrive che “la Takata è un’azienda ormai defunta da anni. Eppure il suo spettro continua ad aggirarsi sui cieli di mezzo mondo, producendo danni a costruttori di auto ma soprattutto agli automobilisti. Da quasi vent’anni non passa un mese senza un richiamo legato ai suoi airbag. Il gruppo Stellantis ha di recente richiamato 497.171 Citroen C3 e 108.601 DS3 prodotte tra il 2009 e il 2019, vendute nel Sud Europa, Italia compresa. Non ci sono numeri precisi per l’Italia, ma si tratta, nella migliore delle ipotesi, di decine di migliaia di esemplari, per la maggior parte C3 di seconda generazione”.
I destinatari delle lettere di richiamo, in preda al panico visto il tono delle missive, nella maggior parte dei casi non riescono ad ottenere risposte: numero verde occupato e attesa interminabile di un codice per mettersi in lista, che però a quanto pare non arriva mai.
“Intanto – scrive Quattroruote – sono scese sul piede di guerra varie associazioni di consumatori, pronte anche a promuovere delle vere e proprie class action”.
Oggi come oggi (a fine giugno, n.d.r.) nessuno è in grado di dire come finirà questa incresciosa vicenda.
G. M.
