QUARANT’ANNI FA ADDIO ALLA FIAT 500

gabrieledi Gabriele Mutti

Termini Imerese, venerdì 1° agosto 1975. Dalla linea di montaggio dello stabilimento palermitano della Fiat era uscita il 31 luglio una 500 R di colore turchese farfalla 463 che fu collaudata in pista il giorno dopo. Una volta ultimato l’assemblaggio delle varie parti gli operai si affollarono intorno a lei per la foto di rito: infatti era l’ultima ad essere prodotta in quelle forme. Si tratta dell’esemplare numero 5.231.518, tuttora esistente e attualmente di proprietà di un appassionato siciliano, Luciano Tona, che ne è entrato in possesso qualche tempo dopo e che ha curato personalmente con molta passione il restauro, tenuto conto anche della sua importanza sul piano storico. E come è avvenuto per molte 500 R facenti parte dell’ultimo stock, anche quella di Luciano Tona monta il cambio della 126, con seconda, terza e quarta sincronizzate: questo perché era ormai cessata la produzione dei cambi ad imbocco facilitato, senza sincronizzatori, tipici di tutte le 500 prodotte dal 1957 in poi.

La Fiat ha prodotto dal 1936 al 1975 la 500 in varie versioni: A, B , C e poi dal 1957 al 1975 la Nuova 500. La A era detta anche Topolino per i fari sporgenti e il muso che ricordava quello di un topo. Le condizioni sociali ed economiche dell’ultimo periodo dell’Italia fascista non le consentirono però quel ruolo chiave nella motorizzazione di massa che invece riuscì alla Nuova 500, affiancatasi alla 600 apparsa nel 1955.

Rispetto alle 500 A, B e C la Nuova 500 (nella foto nella home page accanto al titolo) era una vera e propria rivoluzione: motore posteriore raffreddato ad aria anziché anteriore e raffreddato ad acqua della sua antenata, dimensioni molto più contenute e linea tondeggiante, legata in parte anche alla risoluzione di certi problemi di stampaggio.

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L’ingegner Dante Giacosa fra una 500 Lusso del 1968 e una Topolino A del 1936.

Per contenere il prezzo il cambio a quattro marce più retromarcia era privo di sincronizzatori ma era solo  del tipo ad imbocco facilitato per cui per scalare di rapporto senza “grattare” era necessaria la classica “doppietta”. Di forme anche più contenute rispetto alla 600, la Nuova 500 nelle intenzioni dell’allora Numero Uno della Fiat Vittorio Valletta e del progettista, l’ingegner Dante Giacosa, cui si devono la Topolino e molti altri modelli di successo della Casa torinese, doveva essere una proposta per le famiglie italiane a basso reddito. Anche per questo il prezzo fu fissato a 490.000 lire, pari a 13 stipendi di un operaio. Il motore è un 479 cc da 13 cavalli a due cilindri.

Giudicata troppo spartana nelle finiture, la Nuova 500 verrà affiancata nel giro di tre mesi da un allestimento più completo che riscuoterà un grande successo.  Poi l’auto evolverà negli anni con gli allestimenti D, F (la prima con le portiere incernierate anteriormente), Lusso e R. Senza dimenticare le versioni Abarth, Giardiniera e tante altre.

Quando uscirà di produzione per fare posto alla 126, destinata a sostituirla (anche nelle linee di montaggio di Termini Imerese, ma non nel cuore degli italiani) la 500 rimarrà un mito, com’è ancor oggi.

https://it.wikipedia.org/wiki/Fiat_500/

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