SESSANT’ANNI FA ADDIO ALL’ALFA ROMEO GIULIETTA

Alla fine del 1964 uscì di produzione l’Alfa Romeo Giulietta TI, che era giunta alla terza serie e aveva raggiunto la sua maturità, con oltre centomila esemplari prodotti (alla fine saranno ben 128.465) a partire dal 1955. Un capitolo importante nella storia della Casa milanese e uno dei pochi casi al mondo in cui la coupé, la Giulietta Sprint, era sta prodotta prima della berlina.
Con il cambio a cloche e i sedili anteriori divisi (per cui non era più omologabile per sei persone) la Giulietta (dal 1963 non era più disponibile la berlina normale) aveva raggiunto la sua piena maturità. La terza e ultima serie di questo modello, prodotta a partire dal 1961, si distingueva per la mascherina anteriore a griglia quadrettata, il cofano bagagliaio più ampio per migliorare l’accesso al vano e la potenza di 74 cavalli contro i 62 della berlina normale. La Ti si distingueva per i paraurti con i rostri in gomma, ripetitori laterali (le cosiddette “frecce”) di diverso disegno e una strumentazione più completa, con il contagiri e alcuni indicatori supplementari. Da tempo la clientela aveva dimostrato la sua predilezione per questa versione, che in pratica aveva assorbito i tre quarti della produzione di questo modello. La differenza di prezzo fra le due versioni nel 1961 era davvero esigua per l’epoca: la berlina normale costava 1.320.000 contro il milione e 445 mila lire della più brillante e più accessoriata TI, sigla che stava per “Turismo Internazionale”. La differenza del solo 10 per cento in più spingeva molti ad optare per il modello che in pratica era al top di gamma.
La Giulietta TI si vendette bene fino all’ultimo, anche se ormai nella gamma molto più richiesta di lei era la neonata Giulia, dalla linea rivoluzionaria e che proprio nel 1964, per colmare il vuoto provocato dalla sparizione della Giulietta, sarebbe stata proposta anche nella versione 1300, semplificata rispetto alla 1600 TI presentata nel 1962.
La rivista Quattroruote aveva provato più volte la Giulietta e l’aveva definita “veloce e sicura”. A febbraio 1961 venne festeggiata la produzione della Giulietta numero 100mila, e per l’occasione fu invitata in fabbrica l’attrice Giulietta Masina, moglie del regista Federico Fellini.
Il successo della Giulietta si spiega in parte anche col fatto che nella produzione italiana non c’erano altri modelli di questa cilindrata e con questo prezzo dalle prestazioni così brillanti, mentre, a ben vedere, fra i modelli importati in Italia dalle Case estere per avere analoghe prestazioni (135 km orari e 17,5 secondi da 0 a 100 km/h secondo i test di Quattroruote) occorreva optare per quelli di cilindrata più grande e dal prezzo ben più alto.
G. M.

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