8 MAGGIO 1982, ADDIO A GILLES VILLENEUVE

gabrieleGabriele Mutti

Pista di Zolder, sabato 8 maggio 1982. Stanno per volgere a conclusione le prove del GP del Belgio di Formula 1. Sono le 13,52 e Gilles Villeneuve con la Ferrari 126 C2 sta girando nel tentativo di sopravanzare Pironi, compagno di squadra, che ha il sesto tempo in griglia e lui ha l’ottavo. Gilles è furibondo per lo “sgarbo” di Imola con Pironi che gli soffiò la vittoria incurante dell’invito dai box a non scannarsi in una guerra fratricida tra le due Ferrari.

Da allora i due non si erano parlati più e Villeneuve aveva detto ad Enzo Ferrari: “L’anno venturo in squadra o lui o io”. In realtà nelle due settimane intercorse fra Imola e Zolder Gilles, amatissimo dai tifosi, aveva iniziato a lavorare in gran segreto alla creazione di un suo team. Un progetto che l’allora direttore del settimanale Rombo Marcello Sabbatini rivelerà qualche tempo la tragedia di Zolder.

Nonostante i consigli di Forghieri che dai box gli aveva detto che le gomme erano ormai usurate e che non avrebbe potuto migliorare il suo tempo in prova e quindi sopravanzare Pironi, Gilles ripartì dai box come una furia. Arrivò lanciato alla curva Terlamen e si apprestava a doppiare la March di Jochen Mass. Per una incomprensione fra i due Mass si spostò dal lato dove Villeneuve voleva passare, la Ferrari salì sulle ruote della March e volò in aria. Quando ricadde, la scocca della 126 C2 si ruppe, le cinture cedettero e Gilles andò a sbattere contro un paletto della rete di recinzione, spezzandosi la colonna vertebrale all’altezza del collo. Fu ricoverato all’ospedale di Lovanio e tenuto in vita artificialmente, praticamente paralizzato dal collo in giù.

Alle 21 la moglie Joanna ordinò di staccare le spine delle macchine che tenevano artificialmente in vita suo marito, quando aveva capito che se anche si fosse salvato avrebbe vissuto come un vegetale.

Se ne andava così un pilota che dal 1978 al 1982 aveva corso per la Ferrari (dopo aver corso il GP di Gran Bretagna 1977 con una McLaren M23) entusiasmando per il suo modo di correre “genio e sregolatezza”. Memorabile il suo duello con la Renault di René Arnoux al GP di Francia, come pure il sorpasso alla Williams di Alan Jones a Montecarlo e il giro con la Ferrari su tre ruote a Zandvoort, oltre alla corsa di Montreal con il musetto della Ferrari parzialmente staccato che gli ostacolava la visuale.

Gilles se ne andava così ma la sua leggenda continuò rimanendo nel cuore della gente.

www.ventisetterosso.it/

 

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