L’INFLUENZA DELLE DONNE NEL MONDO DEI MOTORI

“Donne al volante, pericolo costante”. Così recita un vecchio detto, ma i tempi sono cambiati e, se fino a cinquanta anni fa vedere una rappresentante del gentil sesso alla guida di un’auto era cosa piuttosto rara, oggi è evidente l’influenza delle donne nel mondo dei motori.

Negli Stati Uniti il numero delle patentate ha superato quello dei colleghi maschi e, in Canada e nel Regno Unito, le signore stanno per raggiungere il traguardo del 50 per cento di tutti coloro che sanno guidare una vettura. Anche i dati italiani, seppure con un numero di donne patentate ancora piuttosto lontano dalle medie dei paesi anglosassoni, vedono aumentare ogni anno le signore e signorine che si mettono alla guida.

Proprio perché il gentil sesso è ogni giorno sempre più presente in quello che molti considerano ancora un settore maschile, sono nate anche manifestazioni dedicate esclusivamente alle donne, come “Eva al volante”, una competizione al femminile riservata alle auto d’epoca. Organizzata dall’Asi, è una tre giorni di prove di regolarità che si svolgono in aree di particolare bellezza, non a caso l’itinerario di gara dell’edizione 2014 comprendeva le strade del Salento, mentre lo scorso anno si correva tra gli scenari romantici del Golfo dei Poeti. La partecipazione entusiastica di tante signore ha fatto comprendere che anche l’altra metà del cielo nutre una grande passione per le auto d’epoca, che stanno conoscendo un successo senza precedenti, forse anche grazie al fatto che le polizze assicurative sono particolarmente convenienti. Il boom per le vetture vintage ha portato anche alla nascita di siti specializzati nel ramo delle auto storiche, dove è possibile trovare le migliori proposte per assicurare una “vecchietta”.

Il rapporto delle donne con il mondo dei motori sta diventando sempre più stretto persino in paesi come l’Arabia Saudita, l’unica nazione dove al gentil sesso è vietato mettersi alla guida. Dal 1990 è iniziata una rivolta silenziosa e, sempre più spesso, le signore sfidano il potere costituito sedendosi al volante sulle strade della capitale Riyad. Se vengono fermate dalle forze dell’ordine, la punizione che le aspetta è davvero severissima: una decina di mesi di carcere e una buona dose di frustate. Eppure non si arrendono e tutti noi occidentali non possiamo che essere solidali con queste donne che stanno lottando silenziosamente per acquisire un diritto elementare.

Il fatto che qualcosa si muova, seppure molto lentamente, anche in un Paese così tradizionalista, fa comprendere che anche le grandi Case dovrebbero prendere sempre più in considerazione i gusti e le richieste del mondo femminile. D’altra parte aumenta sempre più il numero delle vetture acquistate dalle donne. Le signore prediligono le vetture agili, spaziose e comode. Non è tanto la potenza del motore il fattore che le attira maggiormente, ma la possibilità di mettersi al volante di auto che si districhino bene nel traffico, quindi scattanti ma di dimensioni piuttosto contenute per essere parcheggiate ovunque. Ritengono requisiti essenziali un abitacolo spazioso e una certa capienza del baule, per sistemare comodamente le borse della spesa e gli zaini dei figli che accompagnano a scuola. Amano gli optional che rendono più pratica la guida, perciò alle affascinanti ruote in lega o interni in pelle, che tanto attirano gli uomini, preferiscono il park assist e l’easy access. Ma non finisce qui.

Secondo le statistiche, anche quando le donne non comprano un’auto da usare in modo esclusivo, influiscono sulle decisioni di acquisto di ben l’ottanta per cento delle vetture. Le madri, le mogli, le compagne, le sorelle e le figlie intervengono spessissimo a consigliare i loro uomini sul modello, gli optional e il colore della nuova vettura e sfatano anche il mito di essere ammaliate solo da chi esibisce auto di superlusso. Un recente sondaggio ha svelato infatti che, per far colpo su una donna, non è necessario guidare una fuoriserie: il 76 per cento di loro preferisce infatti gli uomini al volante di un’auto ibrida o elettrica.

(Ha collaborato Luca Pavesi)

www.asifed.it/

 

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