40 ANNI FA REGAZZONI ‘QUASI’ MONDIALE

Il 6 ottobre del 1974 si corse l’ultimo Gran Premio della stagione iridata di Formula 1. Clay Regazzoni che corre per la Ferrari ed Emerson Fittipaldi su McLaren-Ford sono appaiati a quota 45 punti al vertice del campionato del mondo. Quella è la prima stagione dell’era Lauda, ingaggiato alla fine del 1973 a Maranello proprio dietro consiglio di Regazzoni, che aveva trascorso un anno, il 1973, insieme all’austriaco alla BRM, La nuova 312B va benissimo, Lauda impressiona favorevolmente tutti, va forte, sembra un computer da come sa concretizzare le risorse della scuderia di Maranello. Clay Ragazzoni è ormai un veterano, anche lui è vincente con quella rossa realizzata dall’ingegner Mauro Forghieri e tutto sembra volgere nel migliore dei modi per riportare il mondiale a Maranello dopo diversi anni di astinenza e frustrazioni. Ma a due gare dalla fine la ruota della fortuna gira in modo contrario. Lauda ha un incidente con Mass e rimane tagliato fuori matematicamente dalla classifica mondiale. C’è da giocarsela nell’ultima gara a Watkins Glen, ma ancora una volta la sfortuna ci mette lo zampino ed alla fine il mondiale finirà nelle mani di Emerson Fittipaldi con la McLaren. Era il 6 ottobre e l’ingegner Mauro Forghieri ricorda nel libro ‘La Ferrari secondo Forghieri’ che ha scritto insieme al giornalista Daniele Buzzonetti, quel fine stagione ed i fatti che condussero a quel risultato

“Arrivammo all’ultima corsa, il GP degli Stati Uniti, il 6 ottobre a Watkins Glen. Lauda non poteva più vincere matematicamente il mondiale, rimaneva ancora in lizza Clay Ragazzoni. Nella corsa precedente, in Canada, Lauda che stava vincendo la strada uscì di strada per causa della terra trascinata in pista da Jochen Mass. Vinse Emerson Fittipaldi con la McLaren e si rilanciò per il titolo mondiale.

Io rientrai in Italia per seguire l’ufficio tecnico e gli aggiornamenti da eseguire, lasciando sul campo Luca di Montezemolo e l’Ing. Giacomo Caliri. Una settimana prima della gara ci furono dei test privati a Watkins Glen dove Ragazzoni ebbe un incidente in cui si fece parecchio male ad un tallone e distrusse la vettura.

Per rimediare il problema, con Bellentani che era il capo meccanico, ritirammo fuori una vecchia scocca e la spedimmo in America.

Il giovedì mattina partii per Watkins Glen, ma all’Aeroporto della Malpensa ebbi dei problemi con il visto sul passaporto e dovetti urgentemente correre all’ambasciata a Milano per farlo sistemare, ma il tempo passava e persi il mio aereo per New York. Presi allora d’urgenza il primo aereo che c’era, che atterrava però a  Detroit. Arrivo, noleggio una vettura e parto in direzione New York, con oltre mille km da percorrere, ma ad un terzo del viaggio mi imbatto in una bufera di neve, era ormai notte, non dormiva da tantissime ore, la strada era impraticabile e trovai riparo in un motel gestito da indiani. Con il trascorrere delle ore la neve era alta oltre un metro e dovetti aspettare gli spazzaneve per ripartire a metà mattina. Ricordo che per riparami dal freddo mi comprai anche un cappotto con il collo di alce. Mi dovetti mettere dietro lo spazzaneve per diverse miglia, ovviamente con una velocità lentissima ed infine riuscii ad arrivare sulla pista, dopo oltre un giorno di viaggio,  il sabato pomeriggio a prove ormai terminate.

In mia assenza, per rimettere assieme la vettura, vennero anche modificati alcuni parametri, e la macchina di Clay aveva grossi problemi.

Lauda era demotivato, notoriamente non era un generoso e sapeva che era tagliato fuori dalla lotta del mondiale e non era certo disposto ad aiutare il compagno di squadra, poi anche la sua macchina aveva dei problemi e viaggiò nelle retrovie.

La verità di quella gara, e di quel fine stagione con il titolo finito nelle mani di Fittipaldi è questa. Vinse Reutemann con la Brabham, Ragazzoni arrivò undicesimo, il brasiliano quarto e per due punti vinse il mondiale. Poi Clay disse che non era stato aiutato, ma c’erano grossi problemi alla macchina ed al suo piede, non vedo cosa si poteva fare di più con tutte quelle circostanze avverse.”

Quella sarà l’unica chance mondiale di Clay Regazzoni, che a partire dal 1975 dovrà assistere ai trionfi iridati di Niki Lauda e anche al dramma del Nuerburgring. Comunque in quel 1974 Clay dovette fare i conti con un compagno di squadra tutt’altro che remissivo: memorabile la litigata in albergo dopo il GP del Monaco, con Regazzoni che partì in testa e che, pressato sempre più da Lauda, fu costretto a un errore alla Rascasse che gli costò una gara che ormai la Ferrari aveva in mano.

 

Sito web ufficiale di Clay Regazzoni

Clay Regazzoni su Wikipedia

 

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