10 MAGGIO 1967, ADDIO A LORENZO BANDINI

gabrieleGabriele Mutti

Montecarlo, è il 10 maggio del 1967 e Lorenzo Bandini sta lottando da quasi tre giorni tra la vita e la morte dopo il terribile incidente che lo ha visto protagonista all’81° giro del GP di Monaco, mentre era al secondo posto e lanciato all’inseguimento della Brabham di Denny Hulme (che poi vincerà la corsa). Il suo fisico ha retto quasi miracolosamente alle tremende ustioni riportate per lunghi minuti mentre si trovava nell’abitacolo della Ferrari capovolta che stava bruciando.

Ma è in condizioni disperate: il fuoco ha fuso gli occhiali rendendolo cieco e ha ustioni su tutto il corpo. Alla fine il suo cuore cede e il direttore sportivo della Ferrari Franco Lini (grande giornalista dello sport automobilistico e in quell’anno alla Ferrari) deve trattenere Margherita Bandini che vorrebbe andare da suo marito e urla: “Nooo, Lorenzo, noooo!”.

Quel GP di Monaco era iniziato benissimo per Bandini, che era partito in testa, bruciando la Brabham-Repco di Jack Brabham che partiva al suo fianco. Nel primo giro e buona parte del secondo era in testa con un discreto margine sugli altri. Ma Lorenzo non poteva sapere che al primo giro al Mirabeau proprio Brabham aveva sbiellato, perso olio e slittato. Era andato in retromarcia fino alla curva della Vecchia Stazione (oggi Loews) e da lì assurdamente aveva proseguito fino ai box inondando la pista di olio. Margherita Bandini per questo non lo perdonerà mai.

Sul suo olio, mal segnalato, arriva la Ferrari di Bandini che sbanda proprio al Mirabeau. Riparte ma ha perso la testa della corsa ora guidata da Hulme. Con generosità Lorenzo si lancia in un furioso inseguimento. Gli fa perdere tempo Graham Hill con la BRM che lo tiene dietro per alcuni giri. Quando finalmente riesce a passarlo, Lorenzo è secondo. Sembra potercela fare a recuperare e arriva a 9″ da Hulme. La corsa è lunga ben 100 giri e ci sarebbe il tempo per lottare per la vittoria ma a un certo punto il distacco aumenta. Lorenzo sembra stanco quando passa davanti ai box con la testa che ciondola e lui sembra non reagire agli incitamenti di Lini e dei suoi meccanici.

All’81° giro il dramma. Uscita dal tunnel la Ferrari arriva alla chicane, tocca le protezioni, sbanda sul lato mare, colpisce una delle bitte usate per ancorare i natanti al porto e mal protette dalle balle di paglia, perde una ruota, si capovolge e prende fuoco. Le fiamme sarebbero domabili subito ma arriva l’elicottero della tv francese che con le sue pale le alimenta. Non ci si rende conto che Lorenzo è imprigionato sotto l’auto in fiamme e quando si intuisce il dramma è davvero molto tardi.

Lorenzo Bandini amava Montecarlo, era uno dei suoi circuiti preferiti. In formula 1 aveva vinto un solo GP a Zeltweg, nel 1964, una corsa che si svolgeva su un aeroporto, con la Ferrari 1500. Fortissimo con le Sport Prototipo, in quel 1967 il 25 aprile aveva appena vinto insieme al neozelandese Chris Amon la 1000 Km di Monza con la Ferrari 330 P4.

In quel 1967 Ferrari lo aveva preferito a Scarfiotti come caposquadra del team di Formula 1 e Lorenzo sognava una vittoria a Montecarlo dopo l’ottimo tempo in prova che lo faceva partire in prima fila. Ma il destino aveva deciso diversamente. Un anno prima, durante le riprese dello stupendo film “Grand Prix” il regista John Frankenheimer gli aveva chiesto quale fosse per lui la curva più pericolosa del circuito di Montecarlo. Lorenzo rispose: “La chicane”. E Frankenheimer ambientò proprio alla chicane il terribile incidente fra le due monoposto BRM del team Jordan di Pete Aron (l’attore James Garner) e Scott Stoddard (Brian Bedford).

Lorenzo era sulla cresta dell’onda. Poche settimane dopo avrebbe dovuto prendere parte alle prove della 500 Miglia di Indianapolis alla quale era stato invitato. Il giorno della corsa americana il suo corpo fu tumulato nel cimitero di Lambrate. La stele funeraria rappresentava una curva sopraelevata che si interrompeva di colpo con la parola “Monaco”. Addio Lorenzo, sei sempre nel nostro cuore.

(Foto gentilmente fornita dal Trofeo Bandini)

www.trofeobandini.com/

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