STILE DELLE AUTOMOBILI: QUANDO L’ITALIA DETTAVA LEGGE

di Cristiano Soro

IMG-20150302-WA0005Riordinare le  idee, questo è il vero problema. Quando Gabriele Mutti mi chiese questa collaborazione non sapeva (forse) di dover fare i conti con la mia memory.

Un po’ mi pesa riprendere o proseguire un pezzo iniziato, un po’ come Monet, mi piace essere accusato di “fare” delle “incompiute”…

Ma non mi paragono al grande impressionista.

Dove eravamo rimasti…?

A ciò che fanno gli americani nei confronti dei costruttori del vecchio continente  o sbaglio ?

Tedeschi a parte, quelli più colpevoli , quelli che hanno fatto scappare i cavalli dal recinto siamo noi italiani… e la cosa peggiore è che non si trattava di cavalli qualsiasi, ma bensì di veri e propri purosangue.

Per anni abbiamo imposto il nostro stile, la nostra meccanica ma soprattutto la nostra fantasia e sbaragliato qualsiasi competitor con eleganza e con i numeri.

Anche nelle corse abbiamo vinto tutto, anche e soprattutto con auto derivate dalla serie entrate nella storia.

Siamo stati invidiati, rispettati, copiati, inseguiti con i nostri stili… ed ora?

Ora si può riassumere in una sola parola questa stasi asettica. L’oblio

Eppure… basterebbe così poco… Abbiamo i migliori designer al mondo… Pininfarina ad esempio sanno chi è perfino su Plutone. Tanto che pare che anche i marziani vogliano farsi disegnare da lui il prossimo disco volante… e la nuova divisa per gli equipaggi degli Ufo.

Ogni tanto si vede qualche bel rendering…dove si vedono stupende GT con lo scalino, le nuove Deltone Lancia, delle bellissime Fulvia, e degli imbarazzanti Duetti Alfa Romeo…

Tutti prototipi uno più bello dell’altro… molti dei quali rimasti nei cassetti di qualche geniale disegnatore… che umiliato nel non vedere riconosciuto tanto talento, deve disegnare la vettura imposta da chi di macchine non capisce nulla, ma magari è pluricampione nelle vendite nei cinque continenti.

La domanda si ripropone spontanea.

A cosa serve tutto ciò?

Mi farei promotore di un referendum anarchico semi popolare: “Allontaniamo i manager con troppi trofei nel curriculum”.

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La Fiat 131 SuperMirafiori.

Caro Sergio, mi rivolgo anche a te… quando fai i colloqui con chi decide le linee dei prodotti… fagli qualche semplice domanda, del tipo: Che cosa è la 131? Se ti risponde “La dorsale sarda che collega Sassari con Cagliari” ti autorizzo a dargli un calcio nel sedere… (lo ha detto anche Papa Francesco)

Seconda domanda.

Cosè l’osso di seppia ?

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Una delle ultime Lancia Delta Evo prodotte.

Se ti risponde “Quello che piace tanto al mio pappagallo” Qui Sergio ti autorizzo a fare due cose, anzi tre. Subito gli infilzi il pugnaletto marchiato Jeep nello stinco, rendendolo zoppo a vita, gli spiumi il pappagallo e poi lo mandi al museo Alfa Romeo dove vedrà uno Spider “osso di seppia” come quello nella foto accanto al titolo.

Ultima domanda da porre ad eventuali candidati.

Cos’è il ponte de Dion?

Se ti risponde: “Il ponte degli innamorati in una regione della Provenza francese” digli di buttarsi da quel ponte.

E cambiamo selezionatore di questi candidati. Avranno anche tante medaglie nel loro curriculum , ma sono tutte di latta. Cerchiamo quelli che conoscono la nostra storia, quelli che le medaglie ce l’hanno veramente, magari sotto pelle.

To be continued…

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