LA COLLEZIONE QUATTRORUOTE (QUASI TUTTA) ALL’ASTA

gabrieleGabriele Mutti

La Collezione Quattroruote, un altro pezzo di storia dell’automobile, se ne va all’asta. Non tutta, per ora, ma quasi tutta, verrà infatti battuta all’asta sabato 14 maggio a Montecarlo da RM Auctions e Sotheby’s, alle ore 12, allo Sporting della Salle des Etoiles al numero 26 di Avenue Princess Grace.

Il Museo Aziendale di Quattroruote fu fondato nel 1956 per volere dell’editore e fondatore della rivista Gianni Mazzocchi e ripercorreva attraverso i modelli più importanti delle case automobilistiche più note e stimate, la storia dell’automobile dalle origini fino ad oggi.
Dal 1963 il museo era curato da Federico Robutti, che oltre a essere un vero esperto della storia dell’auto, era l’unico in grado di far partire e guidare tutti i modelli che vi erano esposti. Le vetture si trovavano in un vasto spazio coperto ed erano in uno splendido stato di conservazione, con gli interni cosi precisi e curati che sembravano uscite solo il giorno prima dalla catena di montaggio. Numerosi modelli esposti hanno fatto la storia dell’automobile del Novecento. Però da molti anni anche per ragioni di sicurezza il museo era chiuso al pubblico.
Fra le auto più importanti figurano la SCAT (Società Ceirano Automobili Torino) del 1914, ideata dai fratelli Ceirano, che furono tra i primi in Italia a costruire auto.
Altra auto importanti è la Isotta Fraschini 8 AS del 1929, dagli interni lussuosissimi e con una grande attenzione ai piccoli dettagli (che però non figura nel catalogo di Sotheby’s, al pari di una splendida Alfa Romeo 1750 6C Gran Sport, oltre a una Volkswagen Maggiolino). Già venduta tempo fa invece una Mercedes 300 SL “ali di gabbiano” del 1954. A quanto pare, stando ad indiscrezioni, dovrebbero salvarsi una decina di auto facenti parte della collezione, che dovrebbero essere trasferite a Vairano, dove si trova la pista dei test e dei collaudi di proprietà dell’Editoriale Domus, nei pressi di Vidigulfo, dove potrebbe essere realizzato un piccolo museo.
Fanno invece parte del catalogo e andranno vendute all’asta, oltre a vari calesse, velocipedi, tricicli e carrozze di fine ‘800, auto come una Benz 8 HP Tourer del 1914 (stima di vendita senza riserve, come tutte le auto di questa collezione a catalogo, da 80mila a 120mila dollari), una Mercedes-Benz 280 TE del 1978 (da 6mila a 8mila dollari), una Fiat 600 del 1956 (da 15mila a 20mila dollari), una Citroen DS 19 del 1964 (da 22mila a 26mila dollari), una Jeep Willys del 1942 (da 15mila a 18mila dollari), una Fiat Campagnola del 1962 (da 15mila a 20mila dollari), una Maserati Quattroporte III del 1979 (da 15mila a 20mila dollari), una Fiat 500 C Topolino del 1951 (da 10mila a 14mila dollari), una Citroen 11BL Traction Avant del 1937 (da 20mila a 25mila dollari), una Fiat 124 SpiderAmerica del 1983 con cambio automatico (da 15mila a 20mila dollari), una Lancia Lambda I Serie Torpedo del 1922 (da 160mila a 220mila dollari), una Rolls-Royce Sedanca de Ville carrozzata Hooper del 1929 (da 100mila a 140mila dollari), una Hispano-Suiza H6B Coupé Limousine carrozzata Binder del 1930 (da 220mila a 280mila dollari) e infine il pezzo più pregiato, una Bugatti Type 57 Cabriolet carrozzata Gangloff del 1939 (da 500mila a 600mila dollari).
E così dopo la collezione Maserati (salvata dai Panini) e la collezione Bertone (finita fortunatamente in mano all’ASI) come abbiamo detto un altro pezzo di storia dell’auto se ne va. Non resta che constatarlo amaramente.
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