Il Frecciarossa 1000 numero 9595 Milano Centrale-Salerno deragliato questa mattina alle 5.35 circa nei pressi di Ospitaletto Lodigiano, al posto di movimento di Livraga, è probabilmente “volato” a 290 km/h su uno scambio che era in posizione deviata anziché diritta. Nel caso di deviatoi “aperti”, che impongono al treno di fare una deviazione, la velocità va ridotta, di moltissimi chilometri orari nel caso di un TAV, un treno ad alta velocità come il Frecciarossa 1000, esemplare numero 21 consegnato a fine 2015 (uno dei più recenti) protagonista del disastro.
La motrice è letteralmente volata fuori facendo uscire dai binari tutto il treno, ha urtato un mezzo lavori che era fermo su un binario, poi ha sbattuto contro un angolo di una palazzina con impianti tecnologici, che ha fatto da “pendolo”. E mentre la cabina di guida veniva letteralmente sventrata nell’urto, sbalzando i corpi dei due poveri macchinisti a 500 metri di distanza, uccidendoli sul colpo, la motrice si è girata su se stessa e ha finito la sua corsa col muso rivolto verso Milano, appoggiata su un fianco mentre il resto del treno, col secondo vagone anch’esso sdraiato su di un fianco, procedeva per altri 500 metri prima di fermarsi, totalmente fuori dai binari.
Un incidente che ha delle similitudini con quello di Pioltello Limito, accaduto il 25 gennaio 2018. Il convoglio di Trenord numero 10452 che collega Cremona a Milano Porta Garibaldi con 350 pendolari a bordo era uscito dai binari a pochi km di distanza dalla stazione di Pioltello dopo essere passato su uno spezzone di binario mancante. Il mezzo aveva sbattuto contro un palo della luce e poi era deragliato: il bilancio fu di tre morti.
In entrambi i casi fra le cause figurerebbe un errore a livello di manutenzione dei binari. Ora alla magistratura il compito di fare luce anche su questa ennesima tragedia delle rotaie. Condoglianze alle famiglie delle due vittime.
G. M.

