FISICA QUANTISTICA APPLICATA: VOLTI DA AUTO

Cristiano Sorodi Cristiano Soro

Oggi alziamo il livello e tocchiamo un argomento un po’ speciale, vale a dire la fisica quantistica applicata al mondo delle auto: non arriveremo a fare esperimenti in assenza di gravità, ma ragazzi oggi l’argomento è di quelli pesanti.

Ma… cosa c’entra questa materia con il più banale mondo delle auto mi direte voi? A meno che non troviate voi un collegamento, per quanto mi riguarda e vista la confidenza che ci lega, non c’è alcun collegamento tra i due mondi.

Mi spiego meglio: il vero titolo è “Volti da Auto”.

Il titolo iniziale mi serviva per superare il confine, per sdoganare il pezzo, con un titolo del genere non arrivavo neppure al citofono,  altro che ingresso. Ma prima dettiamo due regole: le cosidette regole di ingaggio  e come marinai magari un po’ ammutinati le dobbiamo rispettare  anche noi.

Ossia: è gradita lettura su spiaggia assolata… isolata,  dalla finissima sabbia con o senza ombrellone.

E che siate in Catalogna, che siate sulla riviera di ponente e che siate sulle mie spiagge sarde, sparsi per il globo per intenderci… seguite queste semplici istruzioni.

Deconcentratevi: oggi il tema trattato è altissimo: l’importante e che non stiate troppo addosso, già fa un caldo da morire…

Armatevi solo di un semplice accessorio… Uno specchio e non curatevi dei vicini che vi vedranno fare strane smorfie… sappiate che tutto ha un senso, in buona sostanza fidatevi di me, non fate troppe domande, lasciatevi condurre oggi guido io, vi concedo giusto una suadente chillout nel vostro lettore mp3.

Questa sarà una guida da tenere in considerazione al momento dell’acquisto  della vostra nuova auto, magari non sarà da tramandare di generazione in generazione, al limite una volta imparata a memoria,  stampatela e accendete delle candele x gli ospiti… fatemi contento, agite  con classe.

Ok allora si parte… e come dice il Calu: “Rock N’Roll”.

Come in tante cose, anche noi ci rispecchiamo in quello che acquistiamo, come nell’abbigliamento, ci vestiamo seguendo stili che ci identificano, trasmettiamo il nostro essere in maniera seriosa o colorata a seconda di come siamo fatti… Possiamo seguire  delle mode  o essere “animali” che non seguono il branco e come tali amiamo distinguerci, abbiamo anche delle sottospecie, quelle che non sanno di “essere” che vivono in una sorta di limbo, i cosiddetti “razionali”,  ma di queste ultime abbiamo deciso di non parlarne, di farne a meno.

Così nelle auto siamo attratti da vere e proprie caratteristiche di alcuni modelli.

Che ci danno la sicurezza di un bel paio di jeans o di un comodo cappotto.

E non stupitevi, ma ci sono alcune auto che sono lo specchio del nostro essere.

E dato che il ventaglio fatto di specie e di sottospecie è troppo ampio la parola di oggi è “sintesi”.

Partiamo con gli agnostici, sì mi rivolgo proprio a voi,  quelli dal sopracciglio alla Paolo Bonolis, perennemente remissivi, e non cercate di inarcarle: ora si parla di voi.

Per voi va bene qualsiasi tipo di auto: tendezialmente siete attratti da quelle ibride/elettriche, quelle con muso anonimo da seppia per intenderci, assolutamente inespressive, siete quelli che riuscite  a trovare belle delle linee che hanno lo stesso appeal di uno sgabello.

Siete quelli che trovate saporito anche un piatto di spaghetti al burro dove il padrone di casa ha dimenticato il sale, e riuscite anche a fargli i complimenti. A voi va bene tutto,  qualsiasi colore, motore, e accessorio, all’atto dell acuisto siete talmente passivi che quando anche voi stessi ve ne rendete conto, avete un impeto esordendo “eh no! Gli sportelli li voglio con la maniglia”. Fate tenerezza, e vi rimando a settembre. Per voi ci vuole un grande impegno per umanizzarvi.

I Guerrafondai sono la seconda specie. Se nel traffico vi sentite imprigionati, se avete tendenze belliche, se sentite l’esigenza di avere quei  tre, quattro tasti appoggiati alla base del cambio, che comandano dei lanciamissili, beh allora siete irrecuperabili e pericolosi… alla mattina recandovi al lavoro nella vostra mente ricorre spesso un pensiero,  avere la vostra auto che all’apice della vostra inquietudine, diventi come un “transformer” si scomponga per assumere forme spaventose, ovviamente sempre armati di missili pronti a essere lanciati, semafori rossi, quello davanti che non “schizza” al verde o inchioda al giallo del semaforo… vorreste i rostri trinciapolli alle ruote (quelli come nel duello delle bighe al Circo Massimo di “Ben Hur” per intenderci): siete gente un po’… aggressiva.

Siete attratti da auto con musi cattivi… siete ammaliati da fari con led inarcati un po’ come le vostre sopracciglia… amate spoiler e accenni di alettoni sul baule, siete perennemente incazzati come Gioele Dix in una sua famosa gag sull’automobilista. Siete quelli che mangiano in tempi da record, talmente velocemente che non sentite neanche il sapore.

Voi siete bocciati senza appello.

Terza specie: gli zen. Poi ci siete voi, quelli che amate il buon cibo, il buon vino non necessariamente ricercato ma semplicemente che abbia qualcosa di curioso per cui valga la pena.

Siete quelli che scelgono non in funzione di una necessità ma in seguito a quello che sentite dentro, sentite ancora un’emozione che vi fa dire “ecco è lei (o lui) la persona giusta”.

Magari poi cannate di brutto, ma senza recriminare, sapete che errare humanum est.

Il vostro piacere trasforma in necessità anche il superfluo rendendolo necessario.

Ecco: voi siete i miei preferiti, siete in pochi e state per essere riconosciuti un patrimonio mondiale dell’umanità, prossimi ad essere protetti dall Unesco.

Le vostre auto hanno linee decise, anche se non sempre armoniose,  ma mai scontate (non nel senso economico del termine).

Amate i brand storici e di solito siete abbastanza preparati e se non conoscete a fondo… amate farvi raccontare il perché delle cose,  siete dei sani curiosi, ma anche un po’ distratti, siete quelli che cercano l’apertura di un baule che non esiste, e che girano in piena estate con i sedili riscaldabili a manetta sentendo un ” leggero calore”.

Le vostre sopracciglia sono sempre in posizione “neutral”, non assumete atteggiamenti preconcetti non siete prevenuti… tranquilli, non sto dicendo che avete faccia da ebeti.

Per voi non c’e un podio, voi siete eterni vincitori, siete outsider.

Sarei curioso di sapere quanti di voi si sentono così ma non osano ammetterlo.

Ed è vero! A volta la strada più semplice ti fa fare meno fatica e hai la sicurezza della routine.

Vi fa stare più tranquilli, forse, ma senza regalarvi emozioni,

Per noi la strada giusta è quella che il nostro intuito ci dice di seguire e poco importa se risulterà  la più difficile.

A volte l’imprevisto dietro l’angolo può regalare bellissime sorprese.

A questo punto potete riporre lo specchio, sciogliere il pareo, allentare la presa sul panino… lasciarvi tutto alle spalle e andare a farvi un tuffo… ricordatevi solo di non farlo con le cuffie dell mp3 alle orecchie.

E buone vacanze.

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