NELL’ESTATE DEL 1966 LA PORSCHE 911 S

Nell’estate del 1966 venne aggiunta alla gamma della Porsche 911 la versione S, che conservava la medesima cilindrata ma era più potente grazie ad un rapporto di compressione più elevato, che erogava 118 kW (160 CV). Allo stesso tempo, alla Coupé si aggiunse la Targa. Nel 1968 il modello base 911 con motore da 130 CV venne rinominato 911 L (Lusso); allo stesso tempo, venne introdotta la 911 T (Touring) che era disponibile come modello più economico con un motore depotenziato da 110 CV e cambio a quattro marce (sulle altre era a 5 marce). La 911 L con motore a carburatore fu sostituita nel 1969 dalla 911 E, con potenza di 140 CV (103 kW) e iniezione meccanica indiretta; lo stesso motore venne poi utilizzato anche nella 911 S da 170 CV (125 kW). Oltre che per la potenza del motore, i modelli T, E ed S differivano anche per l’equipaggiamento. In sostanza la T era destinata ad incontrare i favori di una clientela che non voleva spendere cifre più elevate ed era disposta a rinunciare a qualche cosa nella dotazione, la E offriva il plus della alimentazione ad iniezione e la S era destinata ai palati più esigenti e a chi voleva utilizzarla anche a livello agonistico.
Specificatamente progettata per partecipare alle competizioni rallistiche, in special modo al Campionato internazionale costruttori, campionato in cui ha gareggiato e vinto nel 1970, fu anche come abbiamo detto un grande successo dal punto di vista commerciale.
Al rally di Montecarlo 1970 la vettura ottenne un primo, un secondo e un quarto posto, dominando la gara e ottenendo la terza vittoria consecutiva a Montecarlo dopo aver già vinto nelle passate edizioni (1968 e 1969) prima che venisse istituito un campionato vero e proprio.
Sempre nel 1970 con alla guida lo svedese Björn Waldegård, oltre a vincere il Rally di Montecarlo, vinse anche il rally di Svezia e il rally d’Austria, permettendo alla Porsche di aggiudicarsi la prima edizione del campionato internazionale costruttori, la prima competizione rallistica di livello internazionale antesignano del moderno WRC.
Omologate per rientrate nel Gruppo 3 e 4, furono prodotti 5 esemplari della 911 S destinati al reparto corse della Casa tedesca. La vettura era più leggera rispetto alla versione di serie grazie all’utilizzo di fibra di vetro, alluminio e perspex per la costruzione. Grazie ai regolamenti FIA in vigore all’epoca che consentivano un aumento dell’alesaggio ma non della corsa a condizione che questo non portasse la cilindrata oltre i 2,5 litri, il motore 911/20 a 6 cilindri boxer alimentato ad iniezione meccanica, era stato portato a 2247 cm³ di cilindrata con misure 85 × 66 mm rispettivamente di alesaggio e corsa, rapporto di compressione 10,3:1 e potenza di 240 CV erogati a 7800 giri/min.
G. M.

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