1954: ULTIMI APPLAUSI PER LA LANCIA AURELIA

Giusto settant’anni fa, nella primavera del 1954 in occasione del Salone di Torino che all’epoca si svolgeva ancora nella “bomboniera” del Valentino, fu presentata la Lancia Aurelia B12, ultima evoluzione dell’ammiraglia della Casa Torinese. La carriera di questa grande berlina Lancia, che poi avrebbe ceduto il suo ruolo alla Flaminia, era iniziata nel 1950 con la B10, ed era poi via via proseguita con la B21 nel 1951, la B15 e la B22 nel 1952. Nel 1954 si arriva all’ultimo capitolo, con la B12, che rimarrà a listino per smaltire le giacenze fino al 1957, coesistendo con quella Flaminia che ha iniziato a rubarle la scena.
L’Aurelia nel 1950 si propose come erede dell’Aprilia, nata nel 1936, e fece subito colpo con la sia linea armoniosa ed elegante e le quattro porte che si aprivano a libro, caratteristica questa che l’avrebbe accompagnata in tutta la sua esistenza. L’ampio utilizzo dell’alluminio consente di contenere il peso mentre una corretta distribuzione dei pesi, con il gruppo frizione-cambio-differenziale montato al retrotreno, contribuisce a migliorare la tenuta di strada.
Il comfort è impreziosito dai sedili rivestiti con panno di lana grigio o beige (da tempo era in auge una collaborazione tra la Lancia e la rinomata Casa di tessuti di Ermenegildo Zegna) mentre la gamma colori comprende il nero, il blu, il grigio, il nocciola, il verde e l’amaranto.
La prima serie dell’Aurelia nelle sue varie evoluzioni arriverà fino al 1953. L’anno dopo verrà presentata la B12, con motore a 6 cilindri a V di 2.266 cc da 87 cavalli. La velocità massima dichiarata è di 150 km/h e la carrozzeria è stata oggetto di un restyling con il frontale impreziosito da due fendinebbia di forma rettangolare. Nella coda spicca il lunotto più grande mentre si notano i paraurti cromati, i deflettori ai finestrini anteriori e i passaruota con bordini. Di forma diversa rispetto al modello precedente anche gli indicatori di direzione. Nell’abitacolo sono nuovi il volante, la plancia e la strumentazione.
L’Aurelia B12 rimarrà a listino fino al 1957, coesistendo per qualche mese con la sua erede, la Flaminia, presentata quell’anno al Salone di Ginevra, in modo da smaltire le giacenze: 2400 circa gli esemplari prodotti.
Silenziosa e confortevole, l’Aurelia si fa apprezzare per il cambio mentre lo sterzo è oggetto di qualche critica per la sua pesantezza a bassa velocità. Inoltre appare impreciso in velocità, obbligando il guidatore a numerose correzioni per mantenere la traiettoria desiderata. Le stesse considerazioni valgono per i freni: discreti sulle versioni meno potenti, appaiono scarsi su quelle con i motori più brillanti.
G. M.

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