AUTO STORICHE, ANCHE VINCENZO CI HA SCRITTO

Ecco quello che ci scrive Vincenzo:

Ho scoperto da poco il vostro blog e devo confessare che l’articolo “Asi-ACI storico, scacco matto in sei mosse?” è il più lucido e condivisibile di quanto abbia potuto leggere recentemente. Complimenti.
Non ho ancora digerito il ddl di stabilità. Quello che ora mi disgusta, è leggere i commenti della gente comune, che si dividono tra coloro i quali bestemmiano e alcuni che esultano con frasi del tipo… avete voluto la bicicletta e ora pedalate e zitti!
Conviene premettere che l’Asi (Automotoclub Storico Italiano) è un Ente morale di diritto privato per

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Una Bentley Continental Flying Spur.

decreto del Presidente della Repubblica numero 977 del 24 ottobre 1980, che riunisce circa 202.000 appassionati di veicoli storici. Il peccato capitale di chi condivide questa passione è quello che i veicoli storici posseggono una targa, che è facilmente incrociabile con il codice fiscale, che hanno tutti, ma proprio tutti, anche gli appassionati di opere d’arte, di pietre o metalli preziosi o semplicemente di soldi.

Questi appassionati però non sono aggregati in club e gli oggetti posseduti nelle loro collezioni sono scarsamente tracciabili e, preferibilmente, detenuti al di là dei confini della nostra Penisola. Sono dei cinghiali allo stato brado e, se ho necessità di preparare il cotechino per fine anno, è molto più semplice prendere dei maiali in un allevamento, piuttosto che inseguire un cinghiale. In questo frangente il mio grugnito è per il fiorentino Matteo Renzi, che personalmente giudico goffo, e tutta la sua corte. Prima o poi il 2018 arriverà, ma continueremo a tutelare i cinghiali. Mi viene alla mente il ricordo del compianto Franco Sorrentino che avrebbe liquidato la faccenda con la sua frase “…ma s pot sci ‘nnanz accsì…” (ma si può andare avanti così?). Si può… si può!
Dall’altro capo della matassa c’è l’incapacità dell’Asi, ente morale, di aver saputo tenere a bada i “furbetti”, cioè coloro che hanno approfittato degli sconti su bollo e assicurazione, per poter circolare liberamente, tutti i giorni, con un’auto “d’epoca”. Ma siamo veramente sicuri che si tratti di furbetti? PIL sotto i piedi, disoccupazione, licenziamenti, stipendi integrati con i famosi 80 euro in busta paga e sono a chiedermi perchè quello gira con una Fiat Uno Diesel piuttosto che con una Bentley super climatizzata e super catalizzata. Qui siamo in Italia, non negli Emirati, e Darwin non ci ha insegnato nulla.
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Una Fiat Uno a tre porte.

Certamente, nella fattispecie, non si può parlare di evoluzione, ma sicuramente di adeguamento – involutivo – alle circostanze. Quando arrivo in una città, ne misuro rapidamente la vivibilità contando il numero di motorini in circolazione e non mi è mai passata, nemmeno lontanamente, per la mente, la considerazione di trovarmi in luogo dove sono tutti centauri appassionati delle due ruote. Qual è quel genitore che non preferirebbe accompagnare, al mattino, il proprio figlio all’asilo nella solita Bentley piuttosto che su uno scooter anche sotto la pioggia? Se lo fa, evidentemente, non è per vivere, ma per sopravvivere, per confermare la teoria di Darwin, e cercare di dare un futuro a quel piccolo – sfigato – italiano.

You have made your bed, now you must lie on it! Hai fatto il tuo letto, ora devi dormirci sopra!
Vincenzo
(Nella foto accanto al titolo una Porsche 911 993, prodotta dal 1993 al 1998 e che non sarà più storica con l’entrata in vigore della nuova legge)
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