LA PORSCHE 959 COMPIE TRENT’ANNI

IMG_4333di Cristiano Soro

Domanda.

Ma si può !?

Mandarmi un messaggio alle 7 del mattino?

Avevo dichiarato le mie vacanze… ma Gabriele… lui le vacanze,  le mie,  non le sopporta proprio…

Three hours before… The Crime scene ( tre ore prima che fosse consumato il delitto).

Biiip… biiip… il suono del whatsapp sul cellulare.

Eppure la sveglia ricordavo di averla eliminata…  ma chi è che mi disturba in vacanza… solo le zanzare sono al lavoro.

E con le palpebre che a fatica si schiudono… intravedo… “Fannullone, la Porsche 959 ha compiuto 30 anni”…

In un primo momento la mia risposta fu… “E  tanti auguri…compra 30 candeline… che quando torno le spegniamo, il regalo te lo spedisco”.

Non ci posso credere… il Gab… è l’unico essere al mondo che si appunta i compleanni   delle auto, non quello delle persone come tutti i normali esseri viventi.

Un po’ per questo lo adoro… Queste sue sottili tenere dimostrazioni da “fuori di testa ” mi piacciono da morire… mi ricorda che scrive e legge ancora con passione, non mosso solo da logiche economiche.

Perdonato.

Ma  visto che ha interrotto i miei sogni, e vista l’amicizia che ci lega, visto l ‘argomento e… visto che qui tutti dormono… visto l’incanto che ho di fianco e visto che prima o poi mi vendicherò… in questa vita o nell’altra, ma questa è un’altra storia…

Io direi di cominciare.

Signore e Signori ricomponetevi, d’obbligo abito formale, vabbè su… lo so che sarete in spiaggia, ok viste le temperature vi concedo anche ciabatte e costume,  ma non transigo su giacca blu… insomma!

Porsche festeggia i 30 anni di un suo modello,   ma non un suo modello qualsiasi,  usando parole umili e semplici potremmo definirlo come veniva chiamato Kenny Roberts… “Il marziano”.

Ed ora scandite con me questa sequenza numerica…  9 5 9 (nove cinque nove)

Chi si azzarda a fare la somma e dire  23… sarà passato per le armi o rispedito a giocare a tresette all’idroscalo tra gazzosa e zanzare con temperatura percepita prossima a quella degli altiforni.

Porsche 959: un prototipo su  4 ruote che venne messo in produzione per espresso volere del grande Ferry (Ferdinand Porsche junior) non più uomini questi ma leggende…  E le  leggende sono eterne come Enzo Ferrari il Drake, come Carrol Shelby, come Sir Rolls and Sir Royce… come Ettore Bugatti, giusto per darvi qualche nome, sono e saranno per sempre patrimonio dell umanitaà… Per capirci meglio, prendete il numero 8… sdraiatelo… il risultato significherà che la loro leggenda,  le loro gesta sono quintessenza di “Infinito”.

Ma torniamo a noi ragazzi,  il tempo stringe, correva il 1979… per gli appassionati è una data importante… erano gli anni in cui si sperimentavano nuove soluzioni, se ne affinavano delle altre, e come spesso accade si attingeva dal mondo delle corse.

Erano gli anni in cui si vedevano le prime trazioni integrali adottate sulla grande produzione…  Porsche non stava a guardare, o meglio studiava il fenomeno, capiva che era il momento di entrare,  di fare questo salto “generazionale” non dando più retta ai puristi della trazione posteriore, sinonimo di pura sportività… ma evolversi.

Pensate che Ferry Porsche junior (the magic)  era anche il più lungimirante, fu lui come un grande ammiraglio ad indicare la rotta della trazione integrale, peccato che l’ufficiale al ponte di comando addetto al timone non fu dello stesso parere, e qui ritorna la nostra massima.

Dove sta l’intuizione,  la fantasia,  l’esperienza,  la brusca sterzata a destra,  uscire dalla strada più battuta per seguire quel sentiero neanche indicato sulle carte, seguire il nostro istinto… secondo voi cosa accadde?

Non sforzatevi… Ve lo dico io.

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La 959 vincitrice della Paris-Dakar esposta al museo Porsche di Zuffenhausen.

L’ufficiale timoniere fu rimosso, e si perseguirono strade inesplorate…lo stesso anno indettero una “corsettina”, una certa Paris-Dakar, furono assemblate e rialzate tre 959,   denominate 953 e cinque anni dopo stravinsero e dominarono quella edizione.

Quasi come se corsa e mezzi si stessero aspettando per entrare insieme nella storia.

La 959 fu un evoluzione “pesante” dell’allora 993,  manteneva stesse porte e superficie vetrata, tutto il resto alluminio e kevlar per abbattere i pesi, per il suo propulsore si optò per un’unità già in produzione, sempre un sei cilindri boxer  di 2850 cc con 4 valvole per cilindro, si abbandonò il raffreddamento ad aria sinonimo di Porsche  per un più consono raffreddamento ad acqua, d’altronde tutti quei 450  e passa cavalli in qualche modo si dovevano pur rinfrescare nel torrido deserto, uniti a una coppia di turbocompressori con un sistema sequenziale che garantiva una erogazione fluida e continua a tutti i regimi, sospensioni a controllo dinamico che regolavano automaticamente l’altezza dal suolo, ovviamente unite all’inedita trazione integrale.

Il design?… beh oddio diciamo che anche allora le sue linee risultavano avanti, molto avanti sembrava più (in realtà lo era) una dimostrazione di forza e di tecnologia esasperata applicata, con affidabilità tutta teutonica.

Più che sulla bellezza delle linee si puntava  sul coefficiente di penetrazione dell’aria,  il cosidetto CX, con la dovuta deportanza,  era una supercar da oltre 300 kmh, doveva andar forte incollata al suolo  non decollare.

Ne furono costruite ” Hand Made ” in totale 329 tra prototipi e preserie… lo stretto necessario per l’omologazione che consentisse di correre nel “Gruppo B”, ne bastavano 200, ma come fu presentata al salone di Francoforte del 1983 si scatenò la caccia agli ordini, tanto che per aggiudicarsela i facoltosi clienti sborsarono con 3/4 anni di anticipo la bellezza di 50.000 marchi.

Ovviamente accaparrati i contratti si scatenò un mercato degli esemplari da distribuire dove i prezzi delle auto si moltiplicarono… erano gli anni in cui le F40 Ferrari venivano battute in Giappone a oltre 1 miliardo di lire, stessa sorte toccò alla nostra 959 che spesso si “trattava” a circa il doppio del suo valore di listino.

Non fu una semplice supercar questa Porsche, fu un vero e proprio laboratorio che diede vita e spunti alle successive produzioni Porsche, fu un’intuizione di quel Genio che da il nome ad uno dei brand più blasonati al mondo, è un’emozione su 4 ruote voluta da un testardo figlio di colui che inventò il Maggiolino e la 356…

Signori il pezzo è finito cosi come l’attenzione pretesa,  potete riporre il vostro tablet o lo smartphone… ma ora che vi guardo bene la giacchetta lasciatela su.

Suderete un tantino ma vi fa i più chic della spiaggia.

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