AUTO VENTENNALI, FORSE C’E’ SPERANZA

La data chiave è fra pochi giorni, il 10 novembre. A quanto è dato infatti sapere, fra i tanti emendamenti del disegno di legato alla conversione del decreto fiscale 2017 figurerebbe anche l’abolizione del bollo per le auto storiche di età compresa fra i 20 e i 30 anni di età entrato in vigore con la legge di stabilità del 2015.

Aspettate però ad esultare e a stappare lo champagne, se siete proprietari di una o più auto che rientrano in questa situazione anagrafica: infatti tutto dipende dall’esito dell’esame di ammissibilità da parte della Commissione Bilancio delle Camere alla quale è stato infatti sottoposto l’emendamento.

Questo il testo in esame, per chi volesse approfondire: 1. Sono esentati dal pagamento delle tasse automobilistiche i veicoli ed i motoveicoli, esclusi quelli adibiti ad uso professionale, a decorrere dall’anno in cui si compie il trentesimo anno dalla loro costruzione. L’esenzione è subordinata alla certificazione rilasciata dall’Automotoclub Storico Italiano (ASI) e per i motoveicoli anche dalla Federazione Motociclistica Italiana (FMI), di cui al comma 3 che segue, stesso articolo. Salvo prova contraria, i veicoli di cui al primo periodo si considerano costruiti nell’anno di prima immatricolazione in Italia o in altro Stato. A tal fine viene predisposto, per gli autoveicoli dall’ASI, per i motoveicoli anche dall’FMI, un apposito elenco indicante i periodi di produzione dei veicoli.
2. L’esenzione di cui al comma 1 è altresì estesa agli autoveicoli e motoveicoli di particolare interesse storico e collezionistico per i quali il termine è ridotto a venti anni. Si considerano veicoli di particolare interesse storico e collezionistico:
a) i veicoli costruiti specificamente per le competizioni;
b) i veicoli costruiti a scopo di ricerca tecnica o estetica, anche in vista di partecipazione ad esposizioni o mostre;
c) i veicoli i quali, pur non appartenendo alle categorie di cui alle lettere a) e b), rivestano un particolare interesse storico o collezionistico in ragione del loro rilievo industriale, sportivo, estetico o di costume.

3. I veicoli indicati al comma 2 sono individuati previo esame di ogni esemplare, con propria determinazione dall’ASI e, per i motoveicoli, anche dall’F.M.I. mediante rilascio di idoneo certificato attestante il particolare interesse storico e collezionistico dello stesso

In questi giorni se ne dovrebbe sapere di più: sul sito della Camera saranno infatti pubblicati gli emendamenti che la Commissione riterrà ammissibili. Il tempo però stringe: infatti il termine ultimo per la presentazione degli emendamenti alla legge di bilancio è stato fissato per giovedì 10 dicembre.

La questione, come è noto, si trascina da un paio d’anni e ha soprattutto creato disuguaglianze a livello nazionale, con Regioni, come la Lombardia, che non hanno accettato la norma che rientrava nella Legge di Stabilità e altre che invece si sono adeguate. Quasi sicuramente questa anomalia ha indotto alcuni rappresentanti della nostra classe politica a livello nazionale ad intervenire a livello legislativo per porre fine a una disuguaglianza che, a pensarci, fa a pugni anche con quanto scritto nella Costituzione della Repubblica Italiana.

Dall’approvazione della Legge di Stabilità 2015 e dalle conseguenze nefaste che quel provvedimento ha avuto sui proprietari di auto storiche ma anche su tutto l’indotto che ruota intorno a questo mondo si sono molti in mossi nel tentativo di porre fine a questa anomalia, tutta italiana. Sarà la volta buona? C’è soltanto da augurarsi di sì nella speranza che finalmente prevalga il buon senso anche in chi governa (anche se non c’è a nostro avviso da sperarci molto, visto l’andazzo attuale…). Staremo a vedere.

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