PATENTE E LIBRETTO, ECCO CHE COSA CAMBIA DA DOMANI

Da domani su patente e libretto di circolazione ci deve essere lo stesso nome della persona che guida l’auto, altrimenti scatta la multa che può variare da 705 a 3.526 euro con il ritiro del libretto. Ma non c’è da farsi prendere dal panico: infatti il Ministero dei Trasporti ha chiarito che si tratta di un provvedimento che non coinvolge la maggior parte degli automobilisti e soprattutto che la norma non è retroattiva. La polemica però continua e lo si vede dalla grande attenzione che il libretto di circolazione continua a suscitare in rete, tanto che Il Fatto quotidiano ha intervistato il direttore generale della Motorizzazione civile, Maurizio Vitelli, per spiegare ancora una volta cosa cambia dal 3 novembre. Vediamo in dettaglio.

Perché è nata la norma

L’imposizione dell’uso esclusivo e personale dell’auto non oltre i 30 giorni serve, come spiega Vitelli, a “combattere l’uso prolungato e illegittimo di certi comodati”. E’ un’idea nata quattro anni fa e portata avanti per avere uno strumento con cui contrastare gli abusi.

Guerra agli abusi

Il direttore della Motorizzazione ha poi raccontato il caso di un’anziana signora che risultava disporre di oltre cento veicoli tutti guidati da soggetti non individuabili. All’esigenza di individuarli si sommò quella “di tracciare le situazioni di intestazione fittizia e di avere uno strumento con cui contrastarle”.

Chi è interessanto dal cambiamento

I primi interessanti dalle nuove regole sul libretto di circolazione sono “quelli che prendono un’auto in affitto da società di noleggio, che hanno un contratto, spesso annuale”. Tra gli altri interessati ci sono i veicoli in comodato, quelli di proprietà di minorenni non emancipati ed interdetti, quelli messi a disposizione della pubblica amministrazione a seguito di una pronuncia giudiziaria.

happy woman receiving car key

L’intestazione obbligatoria sul libretto non riguarda i familiari conviventi né i veicoli aziendali.

Che cosa succede in famiglia e in azienda

Anche se è vero che la norma interessa essenzialmente queste tipologie di automobilisti c’è da considerare che cosa succede in alcune famiglie (la notizia ha sollevato parecchie preoccupazioni in rete nei giorni scorsi). Se ad esempio un nonno che non guida più decide di prestare per più di 30 giorni l’auto a suo nipote deve intestargli temporaneamente la carta di circolazione e questo, secondo Vitelli, ha molti vantaggi: “Così non riceverà più le notifiche delle infrazioni commesse dal nipote, e al tempo stesso eviterà con un’operazione che costa 9 euro più i diritti di bollo un passaggio di proprietà che ne costerebbe 500”. Ricordiamo però che, come sottolinea Vitelli, l’intestazione obbligatoria sul libretto non riguarda familiari conviventi né i veicoli aziendali.

Come si aggiorna la carta di circolazione

Per aggiornare il libretto di circolazione bisogna recarsi alla Motorizzazione agli sportelli del Dipartimento dei Trasporti. Aggiornare la carta di circolazione costa 25 euro (16 euro di imposta di bollo e 9 euro di diritti di motorizzazione). Nel caso di comodato di veicoli aziendali (sia a dipendenti assegnatari a titolo gratuito sia quando i mezzi sono intestati a una casa costruttrice e dati a istituzioni, eccetera), il nome dell’utilizzatore non va annotato sulla carta di circolazione, ma solo registrato alla Motorizzazione e la ricevuta dell’adempimento non va tenuta a bordo (e lo stesso vale per tutti i veicoli in noleggio senza conducente, con assenso del locatore).

(Si ringraziano per la collaborazione omniauto.it e Il Fatto quotidiano)

www.mit.gov.it/

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