Quanti fatti nuovi nel mondo dell’auto nel 1964. Ad un’Alfa Romeo Giulietta TI a fine carriera (ne parliamo altrove) fa da contrappunto l’ingresso della Citroen DS, a metà della sua carriera, durata dal 1955 al 1975, nel mondo dorato dei modelli di lusso. Modello iconico fin dalla sua apparizione a metà degli Anni 50, la DS, la “dea”, aveva ormai fatto breccia nel cuore di molti automobilisti del Vecchio Continente. In quei primi dieci anni la gamma era stata saggiamente ampliata dai vertici della Casa del “double chevron” con l’apparizione della più economica ID (1956, cambio meccanico, motore meno potente e niente servofreno) e delle versioni Break, Familiale e Commerciale. Disegnata dall’italiano Flaminio Bertoni, “papà” anche della Traction Avant e della 2CV, il 22 agosto 1962 salvò la vita anche al Presidente della Repubblica Charles De Gaulle, che amava già molto questo modello: quel giorno i terroristi della OAS misero sin atto un attentato sparando 100 colpi contro l’auto presidenziale. Quattordici raggiunsero la sua auto, che però riuscì a proseguire il suo viaggio grazie alle sospensioni idropneumatiche. I finestrini andarono in mille pezzi e due gomme, centrate in pieno, si afflosciarono. La vettura divenne ingovernabile, sembrava ormai costretta a fermarsi, lasciando il Presidente in balia dei terroristi, quando l’autista del generale alzò le levette delle altezze, mettendo in azione il sistema di sospensioni idropneumatiche. La DS con un lieve sobbalzo si rimise in linea e la velocità riprese lentamente a salire, consentendo a De Gaulle di sfuggire anche all’attentato, lasciando con un palmo di naso i sicari dell’OAS. Giunto a destinazione, il generale sarebbe sceso imperturbabile dall’auto, scrollando i pezzi di vetro dal vestito e mormorando una celebre frase: “Ils ne savent pas tirer!”, “Questi non sanno nemmeno sparare!”.
L’attentato fu una formidabile pubblicità per la DS. “La Citroen DS ha salvato il presidente” titolarono il giorno dopo tutti i quotidiani, non solo francesi. Gli anni però passano per tutti e nel 1964 anche la DS aveva bisogno di una rinfrescata per reggere il confronto con la concorrenza. Così quell’anno, sessant’anni fa, nacque l’esclusiva versione Pallas, con due fari supplementari a lunga portata, profili cromati nelle fiancate, copriruota specifici e l’optional della vernice metallizzata. Internamente si notavano i sedili più alti e confortevoli (a richiesta rivestiti in pelle) e finiture di livello superiore. La DS così era pronta a reggere nuovamente il confronto con la concorrenza per altri undici anni, uscendo di produzione solo nel 1975, per lasciare il posto alla CX, dopo aver ricevuto vari aggiornamenti, con motori più potenti, l’iniezione elettronica, i doppi fari carenati con quelli interni girevoli in base al movimento dello sterzo. Una divina creatura, una Dea, in tutti i sensi.
G. M.
