RIAPRE LA MTA, AZIENDA DI COMPONENTI AUTO DI CODOGNO

Codogno – FCA è riuscita a ottenere il permesso di entrare con un camion nella zona rossa di Codogno per recuperare componenti essenziali alla produzione, inaccessibili a causa della chiusura imposta per l’emergenza Coranvirus (Codogno è stata la prima zona della Lombardia ad essere dichiarata “zona rossa”, situazione poi estesa a tutta la regione Lombardia). La notizia è stata data dal sito Automotive News Europe. FCA è dunque riuscita a recuperare componenti elettronici prodotti dalla MTA Advanced Automotive Solutions che ha sede proprio a Codogno. Il permesso evita a Fca il rischio di dover fermare la produzione in vari stabilimenti, compreso quello in joint venture Sevel con il gruppo Psa che produce furgoni. In particolare MTA fornisce componenti per le linee di Cassino, Mirafiori e Melfi e per la sua joint venture con Sevel.

Le scorte si stavano esaurendo e “FCA – si legge sul sito di Automotive News – ha inviato un camion da un appaltatore esterno per raccogliere le parti dopo che il rappresentante locale del governo italiano ha firmato un lasciapassare”. MTA, tra l’altro è fornitore anche di Renault, BMW, PSA e Jaguar Land Rover e anche queste Case potrebbero avere problemi di approvvigionamento. FCA, sempre secondo Automotive News, “ha confermato di aver ottenuto in deroga la possibilità di accedere all’impianto MTA. Attualmente il gruppo italo americano non prevede alcuna chiusura di impianti in Italia a causa dell’epidemia di Coronavirus”.

UNA PROPOSTA RAGIONEVOLE

L’impossibilità di consegnare le merci, come abbiamo riferito a suo tempo in un altro post al riguardo, avrebbe potuto portare in questo mese di marzo al fermo delle tre linee di produzione di FCA Mirafiori, Cassino, Melfi e a quelle di Sevel. A seguire, tutti gli altri stabilimenti FCA in Europa e quelli di Renault, BMW e Peugeot avrebbero rischiato di essere alle prese con lo stesso tipo di problemi. Maria Vittoria Falchetti, che fa parte della famiglia proprietaria dell’azienda,  aveva avanzato la richiesta, con il massimo rispetto delle iniziative atte a limitare la diffusione del virus, alle autorità di pertinenza di poter consentire al 10% della propria forza lavoro (60 persone circa) il rientro alle attività produttive. Il rientro riguardava un’ingente area coperta di 40.000 metri quadrati: previa verifica quotidiana dello stato di salute di ogni lavoratore, con riguardo ai sintomi e segni della Covid19, MTA aveva già affrontato l’emergenza Covid9 nel proprio stabilimento produttivo cinese di Shangai, ed è dunque a conoscenza di tutte le procedure necessarie per continuare a produrre nella piena sicurezza dei suoi lavoratori.

RISPETTO DELLE TEMPISTICHE

La parziale ripresa delle attività di MTA Codogno ha così consentito all’azienda di rispettare le tempistiche imposte dai clienti e agli stabilimenti italiani ed esteri delle case costruttrici di veicoli di non interrompere le linee di produzione.

(Si ringrazia per la collaborazione Il Sole / 24 Ore)

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