1984: ARRIVA LA RENAULT ESPACE, RIFIUTATA DA PSA

Il primo monovolume della storia fu la Chrysler Voyager. Nata nel 1983, doveva essere un modello Ford quando Lee Iacocca lavorava per il marchio ovale blu alle dirette dipendenze di Henry Ford II. Quest’ultimo però non lo ritenne un modello degno di essere prodotto e quando Iacocca fu costretto a lasciare la Ford e fu chiamato alla Chrysler si ricordò di quel progetto di minivan dando vita alla Voyager sotto vari brand del gruppo: era nato il primo monovolume della storia.
Per quanto possa sembrare incredibile, più o meno in quel periodo la storia si ripetè in Europa. Nel 1984, giusto quarant’anni fa, fu presentata infatti la Renault Espace, anch’essa rifiutata da un’altra Casa alla quale era stata proposta per prima. Alla fine degli Anni 70, alla Matra, che faceva parte del gruppo PSA (Peugeot e Citroen) e che era specializzata in auto sportive (Bagheera, Murena) venne l’idea di proporre una monovolume. Anche in questo caso però l’idea non fu approvata dai vertici PSA e la dirigenza Matra andò a presentare il suo progetto al terzo grande costruttore francese, la Renault, che invece lo accolse con favore. Nacque così l’Espace, la prima monovolume europea. E il nome Espace fu suggerito proprio dai vertici della Casa della Losanga. L’Espace, attraverso le sue varie generazioni, riuscirà ad arrivare fino ai giorni, obbligando fin dall’inizio le principali Case europee a… correrle dietro!
Il “gran rifiuto” da parte di PSA, i cui dirigenti successivamente si morsero le mani, è una storia che non tutti conoscono e che fa parte di quegli errori terribili commessi da varie Case europee. Anche la Fiat non ne fu immune. Giugiaro presentò ai vertici torinesi la Fiat Lucciola, prototipo che voleva essere una rivisitazione della Fiat Cinquecento (quella più moderna, a motore e trazione anteriore). La proposta fu bocciata mentre piacque molto ai vertici Daewoo: con due porte in più, cinque invece di tre, nacque la Matiz, che invase letteralmente l’Europa.
Tornando all’Espace, l’idea vincente fu quella del “salotto modulabile”, in grado di ospitare fino a sette persone, con i sedili anteriori che possono ruotare in modo da creare un vero e proprio salotto, con il bagagliaio che può spaziare da 0,25 a ben 3 metri cubi. Il motore iniziale, già visto su altri modelli della Renault, è il 2 litri a benzina da 108 cavalli, che può spingerla fino a 175 km/h. Poco dopo arriva anche il Turbo Diesel da 2068 cc, 88 cavalli e 160 km/h. Fin da subito fu un grande successo: era nato un nuovo concetto di automobile. Lunga vita all’Espace!
G. M.

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