Il giorno di Pasqua 2020 se ne è andato Sir Stirling Moss, grande pilota automobilistico inglese. Aveva 90 anni. In Formula 1 è il pilota che ha vinto il maggior numero di gran premi (16) senza aver mai vinto il titolo mondiale, difatti terminò quattro volte secondo (1955, 1956, 1957, 1958) e tre volte terzo (1959, 1960, 1961) in classifica finale. Proprio a causa di questo suo curioso destino venne soprannominato l’Eterno secondo, il Re senza corona, ma anche Il più grande pilota a non aver mai vinto il mondiale. È stato l’ultimo pilota in vita ad aver preso parte al mondiale di F1 del 1951. Aveva esordito quell’anno nel GP di Svizzera. Il primo podio (e il primo piazzamento iridato) nella massima serie arrivò nel GP del Belgio 1954, gara in cui, approfittando del ritiro di Farina, arrivò terzo al traguardo dietro Fangio e Trintignant. Nel 1955 divenne compagno di squadra del campione argentino alla guida di una Mercedes-Benz W196. Ottenne due vittorie (la prima in Gran Bretagna) e il secondo posto nella classifica finale proprio dietro Fangio. Fu curioso il siparietto che i due ebbero al termine della corsa britannica: Moss chiese a Fangio: “Mi hai lasciato vincere?” e l’argentino replicò: “No, sei semplicemente stato più bravo di me quel giorno”.
Nel 1955 Stirling Moss vinse la Mille Miglia al volante di una Mercedes 300SLR. Una folle gara guidata da Brescia a Roma e ritorno alla velocità media di 157,650 km/h: 1.597 km in 10 ore, 7 minuti e 48 secondi, su strade urbane che gli valsero il record di percorrenza e l’incoronazione a simbolo dei piloti di questa gara di auto storiche, entrando di diritto nel “wall of fame” di questa gara. Accanto a lui, come navigatore, il giornalista Denis Jenkinson.
Da lì sarebbe cominciata una particolare epopea personale che lo avrebbe visto sempre secondo fino al 1958, anno in cui fu battuto per un solo punto dal connazionale Mike Hawthorn. Moss conquistò l’ultima vittoria in Formula 1 nel 1961, al GP di Germania. Nel 1962 Moss rimase gravemente ferito in un incidente a Goodwood, mentre era alla guida di una Lotus nel Trofeo Glover. L’incidente lo condusse in uno stato comatoso per 30 giorni e gli paralizzò parzialmente la parte sinistra del corpo per sei mesi. L’anno seguente, a seguito di alcuni test con la Lotus, decise di concludere definitivamente la propria carriera: durante questa sessione di prove, girò di pochi decimi più lento rispetto alle sue consuetudini e non si sentì a proprio agio con la vettura. Molti osservatori medici hanno ipotizzato che Moss fosse tornato al volante troppo presto e che altri sei mesi di recupero gli avrebbero consentito di recuperare la forma fisica che lo aveva contraddistinto.
Fece un breve ritorno nel mondo delle corse nel 1968 quando disputò a bordo di una Lancia Fulvia HF ufficiale la 84 Ore del Nurburgring, dividendo il volante della vettura torinese con Innes Ireland e Claudio Maglioli; quindi si ripresentò nel British Touring Car Championship del 1980 alla guida di un’Audi al fianco di Martin Brundle. Poi è stato commentatore televisivo per la BBC e negli ultimi anni ha continuato a correre nelle gare riservate alle auto d’epoca: nella stagione 2009 ad esempio fu alla guida di una OSCA FS372. In realtà Moss non ha mai annunciato il suo ritiro ufficiale dall’attività agonistica fino al giugno del 2011: in occasione delle prime prove della Le Mans Classic, gara per vetture d’epoca di contorno alla 24 Ore di Le Mans, il pilota inglese ha spiegato che per la prima volta nella sua vita aveva provato paura al pensiero di mettersi al volante di un’auto da corsa. Pochi giri al volante di una Porsche Rsk, quindi l’annuncio ufficiale: «Smetto con le corse».
Durante la sua carriera, Moss ha guidato una Jaguar privata e ha corso per Maserati, Vanwall, Cooper, Lotus e Mercedes-Benz. Ha preferito gareggiare a bordo di vetture inglesi perché, a suo dire, “È meglio perdere con onore in una vettura inglese che vincere con una vettura straniera”. Le vetture inglesi in quel periodo spesso non erano competitive e ciò contribuì a non dargli mai la gioia della vittoria del campionato mondiale piloti. Moss rimase il pilota britannico di maggior successo in termini di vittorie singole (16, in 66 GP) fino al 1965, quando venne raggiunto e superato da Jim Clark. Con Trintignant e Phil Hill è inoltre uno dei tre soli piloti ad aver vinto dei Gran Premi del mondiale di F1 sia con vetture a motore anteriore sia posteriore.
