Non è la prima volta che nel corso della sua lunga storia il campionato del mondo di F1 ha visto dei GP ripetutamente annullati, rinviati o addirittura cancellati: il tutto è avvenuto per cause e ragioni completamente diverse fra loro e in nessun modo legate alla situazione attuale. Ecco una rapida analisi al riguardo a partire dal 1955, anno tristemente famoso nella storia delle corse.
STAGIONE 1955 – In seguito alla tragedia della 24 Ore di Le Mans dell’11 giugno 1955, uccidendo 84 persone, diversi organizzatori decisero di annullare il loro GP nazionale. A farne le spese per primo fu il GP di Francia, che avrebbe dovuto svolgersi sulla pista di Reims il 3 luglio, ma che fu inizialmente posticipato al 25 settembre prima di essere cancellato del tutto. Poi toccò al Gran Premio di Germania al Nurburgring (31 luglio), a quello elvetico di Bremgarten (21 agosto) e infine al round spagnolo di Pedralbes (23 ottobre). Addirittura in Svizzera si decise di bandire per sempre le gare automobilistiche, e questo è valso fino al 2018, quando si è fatta un’eccezione, per ragioni ecologiche (e anche perché a quell’epoca i pericoli si erano di molto ridotti, per pubblico e piloti), per la Formula E a Zurigo.
STAGIONI 1956-1957 – La crisi petrolifera di Suez, da non confondere con lo shock petrolifero avvenuto negli Anni 70, ebbe un forte impatto su tutti i prodotti petroliferi dell’epoca, tra novembre 1956 e maggio 1957. Cosa che causò la cancellazione totale dei GP di Olanda, Belgio e Spagna, compensata in parte dall’apparizione di un secondo GP in Italia, quello di Pescara, apparso una sola volta insieme a Monza. Per allungare un calendario ridotto ormai a soli sei Gran Premi (esclusa la 500 miglia di Indianapolis che nei primi 11 anni del Mondiale fece parte del calendario) si cercò ovunque. Fu questa la motivazione alla base del primo e unico Gran Premio di Pescara, che colse la palla al balzo organizzando una corsa su una pista stradale ”triangolare” di circa 23 km, togliendo peraltro alla Nordschleife del Nuerburgring il record di tracciato più lungo della storia della Formula 1.
STAGIONE 1969 – A causa di molte critiche contro il circuito di Spa-Francorchamps per motivi di sicurezza, i piloti con in testa Jackie Stewart avevano richiesto un lavoro aggiuntivo che non era stato completato entro i tempi richiesti: ciò provocò di colpo la cancellazione del GP del Belgio. Di ritorno un anno dopo a Spa-Francorchamps, quando la sicurezza era stata migliorata (fu introdotta una chicane prima della curva Malmedy e si raggiunse l’accordo con i piloti per correre ancora su quel vecchio circuito di 14 km) quella fu comunque l’ultima apparizione di Spa-Francorchamps nel Mondiale fino al 1983, quando la pista si presentò nel nuovo formato da 7 km usato ancor oggi. Nel frattempo infatti era stata presa la decisione di spostare il GP del Belgio a Nivelles e a Zolder ad anni alterni fino al 1983, anno in cui Spa-Francorchamps riprese definitivamente il suo posto nel calendario dopo un serio restauro completo.
STAGIONE 1976 – In seguito al processo di riorganizzazione nazionale istituito nel 1976 dalla dittatura militare argentina e dai disordini che ne seguirono, fu annullato il GP d’Argentina.
STAGIONE 1979 – Le tragiche morti in corsa o per malattia, nel 1978, dei due idoli nazionali svedesi, Ronnie Peterson (deceduto l’11 settembre 1978 in seguito a un incidente al via del GP d’Italia) e Gunnar Nillson (deceduto per cancro il 20 ottobre 1978) traumatizzarono il popolo svedese per cui fu cancellato il GP di Svezia che si correva ad Anderstorp e che da quell’anno non fece più parte del circus iridato.
STAGIONE 1983 – Il GP della Svizzera si corse nel 1982 sul circuito francese di Dijon-Prenois (e fu vinto da Keke Rosberg con la Williams, nella foto) e si sarebbe dovuto replicare nel 1983 con una formula analoga a quella utilizzata per anni in Italia con il Gran Premio di San Marino o in altri Paesi con la seconda gara corsa sotto il nome di Gran Premio d’Europa. Ma per ragioni economiche e di diritti televisivi (la TV francese quell’anno avrebbe potuto riprendere una sola gara) il GP di Svizzera fu cancellato e rimpiazzato con un Gran Premio d’Europa svoltosi sulla pista inglese di Brands Hatch il 25 settembre. Ma nel 1983 quello non fu l’unico caso: si sarebbe dovuto correre anche un GP nello stato di New York. Un’idea balenata in testa a Bernie Ecclestone, che provò senza successo a portare i bolidi del Mondiale tra le strade della Grande Mela. Nel 1983, 1984 e 1985 la gara di New York comparve nel calendario a inizio stagione, su un circuito cittadino ricavato a Flushing Meadows, nei pressi del parco noto per ospitare ogni anno gli US Open di tennis. Ma le proteste della cittadinanza per ragioni ambientali indussero alla fine Bernie Ecclestone, dopo altri due tentativi falliti nel 1984 e nel 1985, ad arrendersi e ad accantonare il sogno di una gara fra le strade di New York.
STAGIONE 1985 – Poco prima del GP del Belgio a Spa-Francorchamps, in programma il 2 giugno 1985, la pista del circuito posto nelle Ardenne era stata completamente rifatta con uno speciale bitume anti-aquaplaning: ma essendo stato posato solo due settimane prima del GP, fin dai primi test si rivelò catastrofico, fino al punto di degradarsi completamente in certi punti. Nonostante l’installazione di un nuovo rivestimento nei punti interessati da questo sfaldamento (lavoro fatto di notte) la cosa non ha funzionato e la F1 si oppose a correre il GP in queste condizioni costringendo gli organizzatori a rimandarlo al 15 settembre dello stesso anno.
STAGIONE 1987 – Il GP. del Canada che si sarebbe dovuto svolgere sul circuito di Notre-Dame a Montreal, dovette essere cancellato, a seguito delle divergenze tra le due più importanti fabbriche di birra del Quebec, la Molson e la Labatt, riguardo alla sponsorizzazione dell’evento.
STAGIONE 1995 – Il GP del Pacifico in Giappone che si doveva correre ad Aida, era inizialmente previsto per il 16 aprile 1995 e fu rinviato al 22 ottobre dello stesso anno in seguito a un terremoto di magnitudo 7,2 verificatosi nella regione di Kobe, situata a circa 150 km da Okayama, la città più vicina al circuito di Aida. Il sisma causò 6.437 vittime.
STAGIONE 1997 – Il 21 settembre era in programma il GP del Portogallo, che doveva svolgersi a Estoril. Fu ritirato dal calendario, a seguito delle divergenze tra il potere organizzativo della Federazione Lusitana e il proprietario della pista, che non rispettò le tempistiche necessarie a rendere il circuito portoghese conforme a ciò che era richiesto. Rimandato una prima volta al 26 ottobre, in seguito al rifiuto del proprietario a svolgere i lavori richiesti, il GP fu semplicemente rimosso dal calendario iridato.
STAGIONE 2003 – Per i problemi con la legislazione anti-fumo in vigore nel Paese e una interminabile soap opera orchestrata dagli ecologisti belgi, il GP del Belgio del 2003, in mancanza di accordi, fu semplicemente rimosso dal calendario.
STAGIONE 2006 – In seguito al completamento di importanti opere infrastrutturali a livello delle installazioni del circuito di Spa-Francorchamps e in seguito al fallimento dell’organizzatore delle precedenti edizioni, la società diretta dall’ex pilota belga Didier Defourny, il Royal Automobile Club de Belgique fu costretto a richiedere la cancellazione del GP del Belgio.
STAGIONE 2011 – A Sakhir, nel 2011, non si arrivò invece nemmeno a gareggiare. La corsa era fissata per il 13 marzo come tappa inaugurale del Mondiale, ma a metà febbraio le proteste anti-governative nei paesi arabi di Nord Africa e Medio Oriente, passate alla storia col nome di ”primavera araba”, raggiunsero il Paese. Molti manifestanti furono barbaramente uccisi dalle autorità che, secondo quanto riferito, vietarono persino ai paramedici di raggiungere i feriti. Nabeel Rajab, vicepresidente del Centro per i Diritti Umani del Bahrain, spiegò che i manifestanti avrebbero sicuramente sfruttato la ribalta internazionale del GP di Formula 1 per mettere in evidenza le loro posizioni. Così, dopo una settimana di disordini, il principe ereditario Al Khalifa fu costretto a confermare la rinuncia al GP. Anche in quel caso si parlò di collocare nuovamente l’evento più avanti nel calendario, ma tra team riluttanti a correre una gara in più e calendari internazionali decisamente affollati, si decise di riproporre l’evento l’anno successivo.
G. M.
